di Marina Malara – L’approvazione del punto più importante dei tre all’ordine del giorno del consiglio regionale salta sotto i colpi della stessa maggioranza e, in parte, anche dell’opposizione. Il nuovo Qtrp, Quadro territoriale regionale a valenza paesaggistica, che l’assessore all’Urbanistica Franco Rossi avrebbe tanto voluto mettere in cassa, tornerà all’esame della commissione Ambiente per dei correttivi richiesti da alcuni consiglieri dello stesso centrosinistra che vorrebbero rendere meno rigide le restrizioni relative, ad esempio, ai piani di lottizzazione e ai limiti di battiggia e aree demaniali. Dunque l’approvazione tanto attesa del Qtrp è stata rimandata a dopo l’ulteriore passaggio in commissione che verrà programmato la prossima settimana in conferenza di Capigruppo. La richiesta di rinvio è stata avanzata dallo stesso presidente della commissione, Mimmo Bevacqua, evidentemente consapevole dello scontento serpeggiante nella maggioranza. Scontento emerso subito nelle parole del consigliere Carlo Guccione: “E’opportuno rimandare la proposta all’esame della Commissione competente anche perché c’è da valutare se la spesa comunitaria è compatibile col Qtrp e io credo di no. Abbiamo avuto già problemi con la legge urbanistica approvata”. Anche Giovanni Nucera de La Sinistra non lesina critiche ad un modus operandi che definisce renziano: “Se la Giunta ha fretta è un problema suo, noi vogliamo il tempo di leggere gli atti in commissione”. Prendono la palla al balzo i consiglieri di opposizione Cannizzaro, Orsomarso e Tallini. Soprattutto quest’ultimo sciorina quali siano i motivi veri dello scontento generale riferendosi alle norme troppo restrittive dei 300 mt per la costruzione a partire dalla battigia e dal limite delle aree demaniali. Rigida anche, secondo Tallini, la trasformazione dei cambi di destinazione d’uso e la norma di inedificabilità delle aree di lottizzazione fuori dai centri urbani con tanto di decadenza di quelle in corso. Insomma un elogio del cemento, quello di Tallini a cui risponde anche Giudiceandrea dei Democratici Progressisti che considera il piano efficace proprio perché contrasta la cementificazione selvaggia. Il presidente Mario Oliverio, contrariato dalla solita guerra in casa, si dichiara sconcertato per l’atteggiamento dei consiglieri: “Lo strumento è stato messo in campo dalla precedente legislatura ed ha avuto convergenza generale da parte del Consiglio. Se ripartiamo da zero facciamo un danno alla Calabria. Il procedimento per la predisposizione è complesso. Io ritengo che questo piano sia una buona base e si potrebbe tranquillamente approvarlo adesso, ferma restando la possibilità di apportare eventuali correttivi in seguito. Non rappresenta una condizione per l’utilizzo dei fondi comunitari, come è stato puntualizzato da alcuni degli intervenuti, altre sono le condizionalità sulle quali si sta lavorando. Attraverso la modifica della legge urbanistica, ad esempio, sono già stati messi in atto alcune azioni per consentire l’adozione degli strumenti urbanistici da parte dei comuni. Ripartire significherebbe far ripartire la conferenza dei servizi”. In ogni caso il governatore si sottomette alla decisione del consiglio che infatti vota per il rinvio a data da destinarsi. Vanno in porto, invece, gli atri due punti all’ordine del giorno, a cominciare dalla presa d’atto della Decisione della Commissione Europea di approvazione del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 con l’ istituzione del Comitato di Sorveglianza. Infine l’approvazione delle Norme di attuazione dello Statuto per l’iniziativa legislativa popolare e per i referendum che intervengono sulla disciplina del referendum consultivo obbligatorio previsto dalle norme vigenti nell’ipotesi di fusione, nuova denominazione e mutamenti circoscrizionali di Comuni, eliminando il quorum partecipativo consistente nella maggioranza degli aventi diritto, richiesto per la validità della consultazione.





