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Un bollettino di guerra: questo lo scenario devastante dopo l’alluvione dei giorni scorsi. Legambiente: “Serve politica di prevenzione, non soluzioni tampone”

4 Novembre 2015
in CALABRIA, In evidenza
Tempo di lettura: 2 minuti
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In questi giorni, le intense piogge che si sono abbattute in Calabria hanno messo letteralmente in ginocchio un’intera regione, specie nel reggino dove la furia di fiumi e torrenti ha lasciato il segno del suo passaggio con ingenti danni e purtroppo anche con una vittima.
Ma se le violente precipitazioni sono state la causa scatenante, non è imputabile alla pioggia il disastro che questo evento ha causato nei Comuni coinvolti: una gestione sbagliata del territorio e delle aree considerate ad elevato rischio idrogeologico in un territorio che non è più in grado di ricevere piogge così intense. Nella Locride, l’antica strada ferrata in alcuni tratti non c’è più, in altri è rimasta sospesa nel vuoto. La fascia jonica reggina è irraggiungibile: la Calabria si è spezzata. Sono stati registrati danni anche alle pregiate coltivazioni di bergamotto e agli uliveti.
A Reggio, le sette fiumare che delimitano il centro storico, fino al Sant’Agata e il Valanidi che segnano il confine sud della città, per anni sono stati intubati, deviati dal loro corso naturale, coperti da uno strato di asfalto e dimenticati.
Coste calabresi brutalizzate da cementificazioni, abitazioni costruite sui letti dei fiumi e colline sempre a rischio frane. I pericoli per le popolazioni colpite, infatti, non sono cessati: si guarda con timore a colline e montagne che potrebbero venir giù da un momento all’altro a causa dell’intensa quantità di acqua assorbita in questi giorni.
“E’ da anni che Legambiente Calabria si batte per la messa in sicurezza del territorio, denunciando i tanti, troppi scempi che scelte politiche scellerate hanno permesso nel corso di decenni. E’ necessaria una concreta ed efficace politica di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, non soluzioni tampone. Occorre ridare naturalità a fiumi e torrenti ed avere il coraggio di delocalizzare immobili lì dove necessario ed abbattere le costruzioni abusive che ancora vi sono nella nostra regione”.

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