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Soccorso in emergenza, i Vigili del Fuoco della Calabria chiedono maggiori risorse

10 Novembre 2015
in CALABRIA, In evidenza
Tempo di lettura: 4 minuti
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Vigili del fuoco

Il Coordinamento regionale Vigili del Fuoco USB Calabria denuncia una condizione ormai insostenibile per il soccorso tecnico urgente e per gli operatori che svolgono questo mestiere. È ormai consolidato, infatti, che la Calabria vive quotidianamente una situazione emergenziale che riguarda, tuttavia, l’intero Paese, quale effetto della cementificazione, deforestazione e sfruttamento della terra, che hanno prodotto danni irreversibili, minacciando l’incolumità dei cittadini. Le politiche ambientali, non attuate in questi ultimi decenni, hanno determinato le condizione soprattutto quella della Calabria, per continue alluvioni e dissesti, con conseguenze che ricadono sulla sicurezza del territorio e dei cittadini. Come primi soccorritori, i Vigili del Fuoco subiscono  i continui tagli afflitti all’amministrazione pubblica, con il risultato di non avere le risorse idonee per affrontare questo tipo di emergenza. Occorre, quindi, secondo il Coordinamento, realizzare un nuovo servizio di Protezione Civile, dove i VV.F entrino a pieno titolo nella propria naturale collocazione, abbandonando quella innaturale di corpo militare con strutture gerarchiche rigide, che ad oggi ha determinato il peggioramento del soccorso tecnico urgente. La popolazione totale della regione Calabria è di 1.976.631, abitanti con 880 vigili del fuoco terrestri in servizio in tutta la regione, quindi con una media, a pieno organico, di 1 vigile del fuoco ogni  2.300  persone.

Vediamo la suddivisione per province:

  • Catanzaro: 363.707 abitanti con 180 pompieri (escluso quello in servizio presso l’aeroporto), con una media soccorritore/cittadino di 1 ogni 2.200 abitanti. Però, in ragione dei turni, delle ferie e delle malattie, per tutta la provincia di Catanzaro, ogni giorno ci sono 45 vigili, con un rapporto reale di 1 VF ogni 8.080 cittadini!
  • Cosenza: 717.535 abitanti a fronte di 248 pompieri; in servizio reale quotidiano, ci sono 62 VF, con una media di 1 VF ogni 11.8000 abitanti!!!!
  • Crotone: 174.328 abitanti a fronte di 100 pompieri (escluso aeroporto); presenti ogni turno, 25 VF, con una media di 1 VF ogni 7.000 abitanti.
  • Reggio Calabria: 557.993 abitanti a fronte di 340 pompieri (escluso aeroporto); presenti in servizio ogni giorno 85 VF, con una media di 1 VF ogni 6.600 abitanti.
  • Vibo Valentia: 163.068 abitanti a fronte di 112 pompieri; presenti in servizio quotidiano 28 VF, con una media di 1 vigile ogni 5.821 abitanti.

 

PROVINCIA

 

TOTALE

Popolazione

Superfice Km² Densità Abitanti/Km² TOTALE

Comuni

CATANZARO 363.707 2.415,45 151 80
COSENZA 717.535 6.709,75 107 155
CROTONE 174.328 1.735,68 100 27
REGGIO CALABRIA 557.993 3.210,37 174 97
VIBO VALENTIA 163.068 1.150,64 142 50
TOTALE 1.976.631 15.221,90 130 409

 

Questo significa che, ad esempio, nella provincia di Cosenza, gli abitanti dei 155 comuni,possono contare soltanto su 62 vigili del Fuoco per ogni turno.

Giova ricordare che le direttive europee stabiliscono che il rapporto tra i Vigile del fuoco e cittadini debba essere di 1 ogni 1.000 abitanti, ma il riordino del Corpo Nazionale, con l’accordo sottoscritto nel 2014 da tutte le OO.SS, fatta eccezione per la USB, stabilisce il nuovo assetto del soccorso tecnico urgente, utilizzando, quindi, parametri che non solo non corrispondono alle direttive europee, ma che sono anche lontanissime da essi.

Il rapporto periodico sul rischio posto alla popolazione italiana da frane e inondazioni dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (IRPI) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), indica poi, che in Calabria il rischio individuale per frane, allagamenti, inondazioni e sisma, espresso nelle percentuali di mortalità, è tra i più elevati di tutto il nostro Paese.

La chiusura imminente di distaccamenti, convertendoli in presidi  (in base al decreto sulla riorganizzazione dello Stato sul territorio, chiuderanno ben 22 comandi provinciali), la chiusura definitiva dei nuclei specializzati come i Sommozzatori, Elicotteristi ed NBCR, sono l’esempio concreto di una inadeguatezza nell’affrontare l’aspetto idrogeologico dell’Italia e della nostra regione in particolare.

Eppure l’importa del servizio di soccorso è dimostrata quotidianamente: in questi giorni la SS160 Jonica Reggio-Taranto è interrotta in 4 punti per crolli e voragini molto vasti a causa del maltempo, e probabilmente rimarrà bloccata a lungo. Stesso discorso vale per la linea ferroviaria Reggio-Taranto, sempre nel reggino.Il bilancio è di un morto a Taurianova, mentre a Ferruzzano un nucleo familiare di tre persone è stato salvato dai sommozzatori dei vigili del fuoco, dopo che era rimasto intrappolato nella propria autovettura trascinata da un corso d’acqua. A Cosoleto una frana ha coinvolto un’abitazione, e i tre occupanti sono stati salvati.

Di fronte a questi scenari, così come accade in estate di fronte ai grandi incendi boschivi, i cittadini hanno dovuto attendere che le Colonne Mobili giungessero dalla Basilicata, Campania e Puglia per poter intervenire, essendo, come già detto, quelli in servizio in Calabria decisamente insufficienti!

Tutta per colpa della grande carenza d’organico che ormai da anni affligge il CNVVF.

Anche di fronte a queste emergenze,  il personale precario, i cosiddetti discontinui, formati per l’operatività ed addestrati anche per queste circostanze,sono stati tutti lasciati a casa.  I VV.F chiedono dunque a Renzi e a Oliverio un protocollo di intesa tra Regioni e VV.F per:

  • attingere a risorse supplementari,affinché si possano attuare procedure preventive di potenziamento sul territorio;
  • istituire nuovi distaccamenti cittadini costituiti da personale permanente per dare un servizio adeguato che ad oggi risulta insufficiente;
  • aumentare il numero dei vigili del fuoco sul territorio della Regione Calabria, avvicinando il rapporto cittadini/soccorritori a quelli previsti dagli standard europei, da attuarsi attraverso un processo di STABILIZZAZIONE DEI PRECARI, che da anni prestano il soccorso in questo Paese.

Ciò in considerazione anche del fatto che dal 1° Gennaio 2016, gli stessi discontinui VVF, non verranno più richiamati in servizio poiché l’amministrazione centrale ha pensato di smistare i fondi destinati agli stessi, altrove; pertanto, come conseguenza, la popolazione regionale (e quella nazionale) si ritroverà con disagi ancora più grandi, dal momento che quando arriveranno le chiamate di soccorso al centralino del 115, occorrerà scegliere a chi prestare soccorso!

 

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