La richiesta arriva dalla Giunta regionale presieduta da Oliverio e riguarda l’articolo 1, comma 2 e l’articolo 3 della legge regionale che disciplina proprio la materia sui fondi comunitari e la possibilità di recuperare le somme erogate in caso di trasgressione dei termini per la realizzazione del progetto per il quale il fondo era stato concesso. Secondo la legge in questione, infatti, che deroga la normativa nazionale, sono nulli ed irrilevanti i provvedimenti di recupero delle somme già erogate, gravanti sui precedenti programmi comunitari, emessi dai vari Dipartimenti a carico delle aziende che non hanno rispettato gli indicatori ed i termini di completamento del progetto finanziato. Di fatto il meccanismo di agevolazione introdotto dal legislatore nel 2013 si traduce in una sostanziale sanatoria per comportamenti poco coerenti con le regole europee. Nella stessa logica, dunque, la Giunta ha sollecitato l’Avvocatura regionale a sollevare la questione di costituzionalità delle stesse norme nei giudizi in corso, avente ad oggetto i provvedimenti regionali di recupero delle risorse comunitarie. In soldoni, Oliverio ed esecutivo richiedono a chi ha irregolarmente percepito somme comunitarie, che sia restituito tutto, una somma che si aggira intorno ai 32 milioni di euro






