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    Calabria Etica, dipartimento Lavoro attacca Ruberto: ‘E’ colpa della sconsiderata gestione’

    Nei giorni scorsi un gruppo di dipendenti di Calabria Etica che da mesi non percepiscono la retribuzione maturata e dovuta, hanno occupato la sede catanzarese della Fondazione. Dopo diversi chiarimenti del Dipartimento regionale “Sviluppo economico e lavoro” oggi arriva il duro attacco a Pasqualino Ruberto, ex presidente della Fondazione, coinvolto nello scandalo delle assunzioni che ha colpito Calabria Etica.

    “Duole dover ribadire – si legge nella nota del Dipartimento – che anche questa vicenda è frutto della sconsiderata gestione della Fondazione da parte dell’ex Presidente Ruberto e della precedente Giunta regionale Scopelliti-Stasi, cui l’Amministrazione Oliverio sta cercando di dare soluzioni di legittimità e di equilibrio finanziario. Dispiace vedere che i cartelli affissi dagli occupanti siano tutti contro gli attuali protagonisti del risanamento della Fondazione e mai rivolti ai responsabili dello sfascio della Fondazione Ruberto ed ex Assessore Salerno, il che fa pensare ad un’evidente strumentalizzazione politica dell’iniziativa degli occupanti.
    Il Dipartimento, su specifica volontà della Giunta Oliverio, ha avviato le prime liquidazioni di anticipazioni alla Fondazione “Calabria Etica” per i progetti che non avevano avuto erogazioni finanziarie e che saranno immediatamente esigibili per il FSE. I capitoli di Bilancio propri regionali saranno, purtroppo, condizionati alle attuali procedure del patto di stabilità, al fine di consentire i pagamenti dei lavoratori contrattualizzati.
    Per quanto riguarda le seconde erogazioni, invece, esse saranno condizionate alle procedure in corso di verifica delle rendicontazioni della Fondazione e dell’applicazione dei tagli COCOF relativi alle irregolarità sulle procedure di selezione del personale evidenziate dalla Commissione di Vigilanza. Per quanto concerne il Progetto art. 34 di finanziamento delle strutture di Formazione Professionale e per l’impiego, la Convenzione è stata rescissa in autotutela dal Dipartimento, sia per carenza di copertura finanziaria a seguito dei tagli operati dalla Commissione Europea sul FSE per la sconsiderata gestione della precedente Amministrazione, sia a seguito dell’esplicita ammissione di mancata attuazione delle scadenze previste della Convenzione da parte del Commissario della Fondazione Calabria Etica. Ciò non significa, come più volte dichiarato ai lavoratori assunti in numero eccessivo per l’istruttoria dei progetti ed inoccupati da tempo, il mancato riconoscimento delle retribuzioni ai lavoratori assunti per il progetto art. 34 che legittimamente hanno svolto attività lavorativa. Appena acquisita dalla Fondazione, la rendicontazione del costo del personale, il Dipartimento procederà con risorse del PAC a riconoscere tali spettanze nei tempi tecnici consentiti dalla procedura PAC. Una necessaria finale precisazione: il preteso contrasto tra Direzione Generale del Dipartimento e Commissario della Fondazione, è totale invenzione giornalistica derivata da farneticanti dichiarazioni di pretesi rappresentanti di lavoratori. Tra Dipartimento e Commissario esiste un totale positivo rapporto di collaborazione interistituzionale, teso a dare positive soluzioni al disastro della Fondazione Calabria Etica, che si spera possa essere anche dalla Magistratura definito nei suoi contorni di responsabilità”.

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