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    Sanità allo sbando in Calabria. Tutte le denunce del M5S. Dalla politica al commissariamento (IL DOSSIER)

    “Sulla Sanità serve un dibattito più attento in Calabria perché non è più pensabile lasciare impuniti sprechi che rendono la spesa più esosa rispetto a quanto effettivamente nel comparto sanitario viene prodotto”. È quanto ha dichiarato il senatore Nicola Morra nel corso di una conferenza stampa indetta a Catanzaro dal Movimento 5 Stelle per discutere della Sanità Calabrese.
    “Le ragioni della malapolitica – ha dichiarato Morra – hanno spinto i nostri rappresentanti istituzionali ad utilizzare la sanità per farr affari illeciti ed illegittimi. Troppe volte ci troviamo, nella ricerca di una interlocuzione, di fronte ad un muro di gomma perché evidentemente gli interessi sono divergenti. Adesso basta con sprechi e malversazioni. Basta con l’utilizzo della cosa pubblica per scopi privati”.
    Rispondendo alle domande della stampa presente, il senatore ha aggiunto, sulla cosiddetto “personale imboscato”, che “e chiaro come i nostri ospedali pubblici siano usati per questo o quell’interesse politico. Basti pensare che all’Annunziata di Cosenza due terzi del personale sono di natura amministrativa e solo un terzo è medico. Come fanno i primari a combattere la guerra se gli mancano le frecce, perché su venti medici proprio perché la maggior parte coperto da un sistema illegale non fa il suo lavoro? Tutto ciò accade solo nel pubblico e non nel privato, datevi la risposta sul come mai”
    Alla conferenza con Morra erano presenti anche i deputati Dalila Nesci e Paolo Parentela. “La Calabria è un’altra terra dei fuochi – ha detto Parentela – Qui la gente muore silenziosamente, per questo abbiamo chiesto l’istituzione del registro dei tumori e quello epidemiologico e non si capisce il perché il governo centrale non si interessi di questa regione che ha gli stessi diritti delle altre”.
    Parentela torna sulla vicenda di cardiochirurgia della Azienda Universitaria Materdomini: “Siamo sempre accusati di voler il male della regione, ma quando chiediamo spiegazioni sulla cardiochirurgia a catanzaro pretendendo una terapia intensiva dedicata lo facciamo per i calabresi perché una terapia intensiva generica è a rischio infezione per chi viene operato di cuore. Se la Regione Calabria continua ad erogare alla Università gli stessi fondi anche contra legem, almeno si facesse questa cardiochirurgia? Che fine fanno altrimenti quei soldi? Non si capisce il silenzio tanto del centrodestra quanto del centrosinistra su queste questioni”.
    Al centro del dibattito anche il commissario ad acta Massimo Scura e tutto il sistema commissariale. “In Calabria – ha sottolineato Dalila Nesci – nonostante i numerosi anni di commissariamento il diritto alla salute non è garantito. Nessuno qui deve più pensare che puo fare il suo lavoro in modo superficiale. Non è più possibile sostenere economicamente una struttura commissariale come quella che abbiamo senza risultati. Lo vedrete nel dossier che è online sul mio sito. Da anni sappiamo bene cosa fare grazie alle varie commissioni istituite, ma nessuno lo ha fatto. Sprechi ovunque. Dalla cardiochirurgia di Reggio Calabria, che ci è costata sette milioni di euro, più quaranta milioni di danno erariale per poi non funzionare. Ai numerosi ospedali periferici che vogliono chiudere. Vogliamo che escano tutte le degenerazioni della politica calabrese”.

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