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La proposta di Romeo: una legge regionale contro il lavoro nero

11 Giugno 2015
in CALABRIA, In evidenza
Tempo di lettura: 3 minuti
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sebi romeo

di Stefano Perri – ”Il lavoro è un tema al quale assegniamo una priorità assoluta e strutturale. Non è una questione di contingenza, il mondo del lavoro ed il contrasto al lavoro irregolare sono per noi di fondamentale rilievo”. Commenta così il capogruppo del Partito Democratico al Consiglio Regionale Seby Romeo la proposta di legge per il contrasto al lavoro nero presentata stamani nel corso di un incontro a Palazzo Campanella. La proposta di legge, costruita anche attraverso un confronto con ”i principali attori del mondo del lavoro”, a partire dalle rappresentanze sindacali, sarà presentata alla Commissione competente nella quale sarà discussa di concerto con le parti sociali e con tutti coloro che vorranno fornire il loro contributo, e godrà – come spiega lo stesso Romeo – di ”una corsia preferenziale che garantirà un iter di discussione spedito ed efficace”

”Siamo partiti da un’analisi della realtà – spiega il capogruppo Pd – perché pensiamo che se la politica non si occupa di questi temi diventa solo un balletto da talk show. In Calabria esiste una realtà che non ci piace.  E non lo diciamo per slogan ma con cognizione di causa. A Rosarno c’è una situazione esplosiva. Nei mesi scorsi ho partecipato ad una splendida assemblea con i lavoratori immigrati. Ho promesso che la prima proposta di legge che avrei presentato sarebbe stata dedicata al lavoro irregolare. E così è stato”.

Un fenomeno devastante – Secondo le stime ufficiali, in Italia, il cosiddetto lavoro nero coinvolge circa un quinto degli occupati. Una condizione devastante, un fenomeno endemico e di lunga durata che diventa drammatico nelle regione del Mezzogiorno, acuito, se possibile, dall’aumento dell’immigrazione dai paesi extracomunitari. ”A Rosarno – ha spiegato il Segratario della Cgil della piana di Gioia Tauro Nino Costantino – siamo di fronte ad una situazione che ricorda da vicino i campi di sterminio. Migliaia di persone vivono stipate senza acqua ed elettricità, persone che lavorano per 50 centesimi o 1 euro ogni cassetta raccolta di arance o mandarini”.

Gli strumenti individuati a livello nazionale per arginare il fenomeno prevedono la chiusura dei cantieri, l’interdizione dagli appalti pubblici, l’inasprimento delle sanzioni pecuniarie, l’obbligo del tesserino di riconoscimento per i lavoratori e la comunicazione di assunzione anticipata al giorno precedente dell’inizio dell’attività lavorativa. La legge presentata da Romeo aggiunge e precisa alcuni punti specifici portando la Calabria in avanti, prima tra le Regioni meridionali insieme alla Puglia, nell’attività ispettiva e di contrasto al lavoro nero.

Le novità introdotte dalla legge – Tra le principali novità introdotte dalla nuova legge ci sono i cosiddetti indici di congruità, parametri che definiscono il rapporto tra la quantità e la qualità dei beni e dei servizi offerti dai datori di lavoro e la quantità delle ore lavorate. Sarà una condizione per accedere alle agevolazioni regionali, così come l’osservanza delle leggi sul lavoro e dei contratti collettivi. All’articolo 2 viene espresso l’obbligo di comunicazione delle assunzioni ai centri per l’impiego, da parte dei datori di lavoro, prima dell’inizio dell’attività lavorativa.

All’articolo 9 invece si prevede la costituzione di elenchi di prenotazione provinciali per i lavoratori disponibili all’assunzione nel settore agricolo. La nuova legge non prevede più la Commissione regionale contro il lavoro irregolare. Per il capogruppo Sebi Romeo ”bisogna riconoscere che è uno strumento fallimentare, che non ha prodotto i risultati sperati”. La Commissione sarà sostituita da un Osservatorio, a titolo gratuito, che si occuperà di monitorare il fenomeno del lavoro nero, comportando in questo modo anche un risparmio per il bilancio regionale.

Si prevede infine la diffusione di campagne di informazione nelle scuole e la promozione con le società di trasporto che beneficiano di finanziamenti pubblici, con gli enti locali e le parti sociali, di accordi volti a garantire la residenzialità e la mobilità dei lavoratori nel tragitto tra il luogo di residenza e il luogo di lavoro.

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