«L’intesa raggiunta fra Regione Calabria e Ministero del Lavoro consente di sbloccare i pagamenti per gli ammortizzatori in deroga 2014 per tutti i percettori, compresi i circa 10.000 che il Ministero avrebbe voluto escludere applicando retroattivamente criteri oltremodo restrittivi». Così in una nota congiunta il Segretario Generale CISL Calabria Paolo Tramonti e il Segretario Regionale Giuseppe Lavia. «La straordinaria manifestazione regionale di CGIL-CISL-UIL svoltasi mercoledì a Lamezia Terme e che ha visto la partecipazione di migliaia di percettori, in una protesta dura ma necessaria, ha dato un contributo decisivo per superare le incomprensibili resistenze del Ministero. La CISL esprime apprezzamento per le decisioni assunte dalla Regione Calabria, con il Presidente Oliverio e l’Assessore Guccione che hanno scelto senza indugio la strada della difesa di migliaia di percettori che rischiavano di essere privati di ogni sussidio. La Regione ha, inoltre, ribadito l’impegno a rendere disponibili a copertura delle indennità 2014 ulteriori risorse derivanti da una seconda riprogrammazione. Ora senza ulteriori ritardi il Ministero trasferisca all’INPS i 41 milioni della prima riprogrammazione FSE, per consentire di erogare le indennità 2013 mancanti. Nel contempo, così come previsto nell’accordo istituzionale, urge aprire il confronto con la Regione per un Piano per le Politiche attive per i percettori che, punti a misure quali incentivi mirati all’assunzione, percorsi di riqualificazione professionale, sostegno all’autoimpiego e a progetti sperimentali di ricollocazione e reinserimento, da inserire all’interno di un Piano Strutturale per il Lavoro basato sulla coerente integrazione e l’utilizzo efficace di risorse europee, nazionali e regionali. Nel contempo, crediamo siano necessari, anche in virtù del nuovo scenario che vede ridotta durata e platea degli ammortizzatori sociali, interventi concreti di sperimentazione di misure come il reddito di inclusione sociale (REIS), che preveda non solo sussidi ma anche servizi sociali e di accompagnamento al lavoro, per arginare concretamente l’estensione dell’area della povertà assoluta, senza guardare a proposte illusorie, prive della necessaria sostenibilità finanziaria».




