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    Le mani della ‘ndrangheta sul Calcioscommesse

    Le perquisizioni e gli arresti che sono in corso nel maxi-blitz della Polizia di Stato sul calcioscommesse riguardano anche sedi di clubs calcistici.
    L’accusa per alcune delle persone coinvolte è di frode in competizioni sportive e di truffa. Gli investigatori della Squadra Mobile di Catanzaro e del Servizio Centrale Operativo stanno operando, oltre che a Catanzaro, anche a Cosenza, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Milano, Salerno, Avellino, Benevento, Brindisi, Firenze, L’Aquila, Ascoli Piceno, Monza, Vicenza, Rimini, Forlì, Ravenna, Cesena, Livorno, Pisa, Genova, Savona.

    Fra i destinatari del fermo, risultano anche personaggi stranieri. Per alcuni indagati vengono contestate le aggravanti mafiose e transnazionali. Fra questi un membro della cosca Iannazzo, potente clan della ‘ndrangheta lametina.

    “Due gruppi criminali organizzati, tra loro distinti, ma aventi un trait d’union soggettivo, dediti ad architettare frodi sportive, ‘combinando’ incontri di calcio del campionato dilettantistico e dei tornei professionistici”. E’ quanto ha portato alla luce l’inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta da squadra mobile e Sco secondo quanto scrive il pm titolare delle indagini, Elio Romano, nel decreto di fermo eseguito oggi nei confronti di 50 persone.

    Un’organizzazione, prosegue il pm, “alimentata anche dal denaro che proviene dai ‘signori’ delle scommesse e cioè personaggi, di cui alcuni ancora non identificati, che vivono in Asia (Kazakistan), nell’est d’Europa (Serbia e Slovenia) ed in Russia e che, comunque, in Italia hanno la loro longa manus nel gruppo criminale. Attraverso la mediazione di dirigenti sportivi disonesti e avventurieri in cerca di facili profitti, i finanziatori stranieri irrorano le casse delle organizzazioni criminali oggetto d’indagine fornendo denaro ai criminali ‘nostrani’, che lo usano in primis per ‘corrompere’ i calciatori in modo da avere partite combinate su cui scommettere e realizzare ingenti guadagni, sempre senza l’alea propria della scommessa (fatti salvi i casi in cui – per una sorta di perfida nemesi del Dio del Calcio – la combine ‘salta’, con tutte le conseguenze del caso, generando poi ulteriore attività criminale – a base violenta stavolta – come emerge dai capi di imputazionededicati alle estorsioni e al sequestro di persona a scopo di estorsione)”.

    L’inchiesta, scrive ancora il pm, ha permesso di far emergere “la parte marcia del mondo del ‘pallone’ della LND e della Lega PRO, che è poi quello più visceralmente legato alla ‘provincia’ italiana”.

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