di Stefano Perri – Sono le 9 del mattino del 22 agosto 2014. All’aeroporto di Lamezia atterra un volo proveniente da Fiumicino. Tra i passeggeri c’è anche Gregorio Gigliotti, reduce dal viaggio intercontinentale che lo ha portato, poche ore prima ad atterrare in Italia da New York. L’uomo ha degli affari da sbrigare, in Calabria.
Ad attenderlo fuori dal terminal c’è Franco Fazio, sodale e referente italiano del traffico internazionale di stupefacenti gestito da Gigliotti. Quello che i due uomini non sanno è che a monitorare l’incontro, appostati a poche decine di metri da loro, ci sono gli uomini dello Servizio Centrale Operativo, che da tempo seguono gli spostamenti di Gigliotti.
Gli affari di Gigliotti in Calabria – Il viaggio in Italia è certamente un rischio per il narcotrafficante trapiantato a New York. Ma ci sono tre questioni da affrontare, almeno due. L’arrivo del ”cugino” d’America è atteso con preoccupazione dai sodali calabresi. In ballo c’è un debito da saldare per una partita di cocaina ceduta e ancora non pagata. Gigliotti su questo vuole vederci chiaro e torna dai ”compari” calabresi a chiedere conto. E poi ci sono un paio d’affari da concludere. Il primo è un investimento che serve a reimpiegare una parte dei capitali illeciti acquisiti a New York con il traffico di coca dal Costarica. Gigliotti sceglie di acquistare un immobile a Pianopoli, tra Lamezia e Catanzaro. L’altro, molto più complesso, è l’avvio di una trattativa per la costituzione della rete di importazione in Italia, attraverso gli Stati Uniti, di alcune partite di coca che Gigliotti pensa di destinare al mercato calabrese. Prima di partire da New York l’uomo infatti ha lasciato disposizioni alla moglie Eleonora Lucia e al figlio Emilio, di consegnare a San Josè, in Costa Rica, una somma did e danaro ai narcotrafficanti locali.
”Tutti mi vogliono, tutti sanno..” – E nel suo soggiorno calabrese Gigliotti trova anche il tempo di partecipare al banchetto nuziale di un suo vecchio amico. Durante la serata parla al telefono con la moglie. L’argomento della conversazione sono i debiti che i compari calabresi devono ancora saldare. Ma Gigliotti, forse un po’ alticcio, si lascia sfuggire qualche parola di troppo. ”La persona della ‘ndrangheta deve stare serio” e subito dopo si compiace dello status sociale acquisito: ”i complimenti, tutti mi vogliono, tutti sanno..”






