Wanda Ferro si schiera. Si schiera nella vicenda Oliverio versus Lanzetta e prende le parti dell’ex ministro. La leader della coalizione di destra alle ultime elezioni dà più di qualche suggerimento al big democrat suggerendogli “uno scatto d’orgoglio” è quello che serve, secondo lei per “l’interesse esclusivo della Calabria”.
“Ritengo – scrive Wanda Ferro – che il presidente, grazie alla sua ultratrentennale esperienza, possa assumere ben oltre i formalismi postelettorali la guida di una regione che lo ha eletto a grande maggioranza; ed è proprio dal consenso ottenuto che deve trovare la forza di liberarsi da tutti i pesi della campagna elettorale – che gli avevo consigliato di non prendere in carico – e così scardinare questo perverso e complicato meccanismo di blocco che rende tutto drammaticamente ingovernabile. Concordo con l’ex ministro Lanzetta, il futuro della Calabria passa per Oliverio, ed aggiungo: deve dipendere da Oliverio”.
Ferro fa anche riferimento ad alcune sue “denunce” fatte durante la campagna elettorale: “Gli accordi preelettorali, da me denunciati come ostacolo ad ogni ipotesi di governo, lasciano il passo alle necessità evidenti ed il governatore dovrà impegnarsi per operare ‘a mani libere’, in linea con quella che era la mia idea per la Calabria”.
Nelle parole di Wanda Ferro tornano prepotenti discorsi contro l’esecutivo “tragicomico” che “mette in ginocchio i comuni con altri due miliardi di tagli, rendendo così gli enti locali non più erogatori di servizi, ma veri e propri uffici esattoriali”.
“Oliverio – suggerisce Wanda Ferro – dovrà divergere dalle politiche di governo prendendo esempio dal sindaco Fassino, ed intanto agire in modo chiaro, a partire dal futuro delle province ed in linea con le battaglie comuni ai vertici degli enti intermedi, non più con palliativi che non affrontano compiutamente le aspettative dei sindaci sulle future deleghe e funzioni”.
Ma si spinge oltre e tocca il nervo scoperto dei dirigenti: “Sarà poi importante in Regione ricostruire una classe dirigente nuova, fondata sul merito, evitando scelte di potere tipiche di quel regionalismo che continua a provocare danni, e non solo d’immagine”.
Insomma, per l’ex avversaria Mario Oliverio dovrebbe “fare tesoro della sua esperienza anche rispetto agli accordi non rispettati, se e quando comprenderà che la regione deve essere intesa, dal suo partito e dai gruppi satelliti dentro e fuori l’orbita solare, come l’ultimo volano utile allo sviluppo, se e quando si accorgerà che la situazione attuale non consente un solo istante di esitazione, allora dovrà dare un senso al voto popolare dello scorso novembre”.
Oliverio ha più volte detto che con questo ruolo avrebbe chiuso la sua carriera politica “abbia allora il coraggio – conclude Ferro – di navigare tra le tempeste che lo circondano e prenda le giuste contromisure per evitare che alla primavera del 2015, senza una giunta vera e con un consiglio ingessato, facciano seguito altre quattro primavere fredde e malinconiche per questa terra: così tutti i calabresi sani ed onesti saranno dalla sua parte”.






