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    Revoca scorta a Pino Masciari: ‘Chi ha deciso? Chiariamo motivazioni e incongruenze’

    “Gli amici di Pino Masciari” tuonano. Non riescono a comprendere quali siano le motivazioni che hanno portato alla revoca delle misure di protezione all’imprenditore Pino Masciari, e chiedono di fare chiarezza “facendo nostre – scrivono – le inquietudini che tale gesto ha rappresentato per chi ha denunciato il sistema mafioso ma anche quello di esponenti corrotti delle Istituzioni, affidando la propria vita allo Stato”.
    L’associazione evidenzia l’anomalia di una notifica che giungerebbe da parte del Comando Provinciale quando finora “le notifiche sono sempre state intestate dalla Prefettura che accoglieva le iniziative del Ministero dell’Interno e dell’Ucis (organo preposto all’assegnazione scorte, ndr), ovvero risulta che chi deve eseguire gli ordini dall’alto si arroga il diritto di prendere iniziative di tali portate”.
    “È quindi fondamentale – ribadiscono – che il Prefetto Paola Basilone chiarisca chi ha deciso la revoca e in base a quali motivazioni, le quali dovrebbero essere contenute e sostanziate in una valutazione ufficiale dell’Ucis. È un passaggio fondamentale perché attiene al rispetto dei diritti fondamentali per i quali Pino e Marisa Masciari hanno sempre combattuto integerrimi, pretendendo quanto previsto e non ammettendo vie di comodo, che attengono invece a soluzioni di favore che sempre rifiuteranno”.
    Il Prefetto “di cui riconosciamo le competenze, saprà quindi certamente rassicurare puntualmente l’opinione pubblica circa la revoca delle misure di protezione ad una persona che ha fatto condannare molti esponenti dei clan che attualmente imperversano su tutto il territorio italiano”.
    Danno poi sfogo alla critica per quanto avvenuto: “Come singoli cittadini – concludono – restiamo interdetti della precarietà delle misure dedicate a Pino Masciari e alla sua famiglia rispetto all’assegnazione diciamo ‘perpetua’ e vitalizia ad esponenti un tempo istituzionali certamente di rilievo ma dei quali non si ravvede oggettivamente un reale rischio per la loro vita. Fermi e determinati resteremo accanto ai Masciari in attesa della risposta nel merito che riteniamo essere doverosa e di interesse generale”.