Sono stati presentati oggi presso la sala Caduti di Nassiryia del Senato della Repubblica, i Livelli Essenziali Anticorruzione proposti da Ispe-Sanità: un fitto programma di appuntamenti e interventi che si snoderanno lungo tutto il 2015 e parte del 2016.
Nel corso del suo intervento il senatore Nico D’Ascola, ordinario di diritto penale all’Università Mediterranea di Reggio Calabria e relatore al Senato del ddl anticorruzione che ha spiegato cosa cambierà sul fronte della lotta alla corruzione qualora il testo discusso da Palazzo Madama dovesse essere definitivamente approvato:“Il disegno di legge in discussione non è uno strumento preventivo è uno strumento di diritto penale. Siamo consapevoli della sua incompletezza – ha dichiarato il senatore – l’intervento punitivo dello Stato deve essere evitato lavorando sul fronte della prevenzione. Non esiste,infatti, nessuna dimostrazione scientifica che faccia corrispondere l’aumento della pena alla diminuzione dei reati, così come ho argomentato nella mia relazione in Aula”.
Il piano di azione – un vero e proprio “calendario dell’Integrità” – è stato realizzato da Ispe-Sanità, l’Istituto per la promozione dell’etica in sanità, d’intesa con le principali organizzazioni di cittadini, centri di ricerca e istituzioni: un intervento ad ampio spettro – che declina in azioni concrete le indicazioni del Libro Bianco sulla corruption in Sanità pubblicato nell’aprile 2014 – per creare nella comunità, nei professionisti del mondo sanitario e nelle istituzioni una rinnovata cultura della legalità che possa integrare e sostenere nei gesti quotidiane quei principi etici di integrità, trasparenza e responsabilità, a difesa dei quali il Parlamento è impegnato sul fronte legislativo.
Il piano dei Livelli Essenziali Anticorruzione Ispe-Sanità – illustrate dal presidente Francesco Macchia – agisce su sei leve di intervento: formazione, ricerca, advocacy, confronto scientifico, interventi sul campo e sensibilizzazione pubblica.
Ispe-Sanità, proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica ha deciso di organizzare per il 17 febbraio 2016 la prima giornata nazionale anticorruzione in Sanità, in partnership con Transparency International Italia. La data prescelta mira a ricordare che l’avvio della stagione di Mani Pulite, venne innescato proprio da una “tangente sanitaria”ovvero dall’arresto, il 17 febbraio 1992, di Mario Chiesa – allora presidente del Pio Albergo Trivulzio, ente ospedaliero convenzionato con il Servizio sanitario lombardo – mentre intascava una “mazzetta” per pilotare una gara per l’appalto dei servizi di pulizia.
Un fenomeno, quello della corruzione, che in Italia ha purtroppo radici storiche. E per questo insieme al presidente ISPE-Sanità, Francesco Macchia, sono stati chiamati a sostenere una “Conversazione sulla Legalità”, l’ex magistrato Gherardo Colombo e il giornalista Piero Badaloni, che ne diede notizia al Tg1, che hanno ricostruito il contesto e la lotta condotta in quegli anni comparandola con il fenomeno corruttivo contemporaneo, stimolati dal vice segretario generale di Comunicazione Pubblica, Marco Magheri.





