Nicolino Sarcone, Antonio Gualtieri, Alfonso Diletto, Francesco Lamanna e Michele Bolognino, arrestati il 28 gennaio scorso nell’ambito dell’operazione Aemilia della Dda di Bologna contro la ‘Ndrangheta, finiscono al “carcere duro”. Lo ha deciso oggi il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, rispondendo all’esigenza di cautela particolare che era stata rappresentata dalla Dda. I 5 sono considerati promotori dell’associazione a delinquere di tipo mafioso radicata in emilia Romagna.
Secondo il provvedimento firmato dal ministro della Giustizia, “quando il crimine origina non dalla volontà del singolo ma dalla pianificazione che del crimine effettua un soggetto organizzato, la sicurezza può essere raggiunta solamente attraverso la disarticolazione dell’ apparato organizzato e l’interdizione della trasmissione degli ordini da uno all’altro dei suoi organismi”.
“A tale scopo – prosegue il provvedimento di applicazione – è indispensabile differenziare il trattamento penitenziario di taluni soggetti, al fine di escludere o limitare grandemente la possibilità di contatti tra loro, sospendendo l’applicazione di alcune ordinarie regole previste dall’ordinamento penitenziario”.
Intanto proseguono le decisioni del tribunale del Riesame sui ricorsi dopo le misure di custodia. L’ordinanza per associazione di tipo mafioso è stata confermata per Pasquale Brescia, Alfonso Martino, Sergio Bolognino e Pasquale Battaglia.






