• Home / CALABRIA / Quei ‘progetti sponda’ e il fallimento della politica regionale sui Fondi europei

    Quei ‘progetti sponda’ e il fallimento della politica regionale sui Fondi europei

    di Clara Varano – La Regione Calabria rischia di perdere tutti i fondi europei che l’Unione ha stanziato per le cosiddette regioni “Obiettivo Uno”, prima, e per le “Zone Convergenza” poi (Qui la notizia). La Calabria, naturalmente, è rientrata sia nella prima tornata di “pioggia di euro” che nella seconda. In verità ben pochi sono i progetti realizzati come da programma. Sì, perché, la Punta dello Stivale è la regione che maggiormente ricorre ai famosi “progetti sponda”, cioè quei lavori che non hanno ottenuto il finanziamento ma verso cui migrano i soldi per evitare di perdere il fondo europeo. C’è veramente di tutto: manutenzione delle strade, “discutibili” corsi di formazione per dipendenti pubblici, ma anche acquisti di enti. Tutto tranne i progetti che avevano ottenuto l’Ok da Bruxelles. Sul motivo per cui effettivamente quelle idee non siano state realizzate, in gran parte, si potrebbe parlare per ore. Quello di cui, però, oggi si parla è il rapporto realizzato dall’Istituto Demoskopika “Fondi europei. Calabria in Default”.

    Sarebbero per Demoskopika, “quattro le direttrici principali del ritardo nell’attuazione dei programmi comunitari: irresponsabilità politica, freni burocratici, assembleari conferenze dei servizi e una miriade di ricorsi”. A sottolineare questo ma anche che “per ridurre il disimpegno automatico di una parte consistente dei fondi europei si continua ad abusare dell’artificio contabile dei progetti sponda a totale discapito del valore aggiunto che i progetti comunitari dovrebbero avere sul territorio in termini di rilancio economico e sociale” è Raffaele Rio, presidente di Demoskopika, che fino a un paio di anni fa, va detto, ricopriva il ruolo di direttore generale del dipartimento Turismo presso la Regione Calabria, uno interno a quella irresponsabilità politica, burocratica, e che quindi, con molta probabilità, dall’interno avrebbe potuto se non fare, denunciare qualcosa. Quel che resta, però, è un dato obiettivo ed allarmante. Più del 44% dei fondi in Calabria, come chiariva già la Svimez, è destinata ai progetti “sponda”. Nella fogna la metà di tutte le idee e dei i progetti vincenti. Quel che conta è salvare il denaro…

    E vediamo a quanto ammonta questo flusso economico. La Calabria rischia di perdere ben 1,9 miliardi di euro di fondi comunitari. Secondo i dati aggiornati al 31 dicembre 2014 dal Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica e a seguito della riprogrammazione legata al Piano di Azione per la Coesione, le spese certificate dall’Unione Europea, a valere sui fondi Fesr e Fse, ammontano a 1,7 miliardi di euro pari al 63,8% della dotazione complessiva di 2,7 miliardi di euro. La Regione Calabria ha tempo, dunque, fino al 31 dicembre del 2015 per certificare i rimanenti 974 milioni di euro, pena il disimpegno automatico per il periodo 2007–2013 e addio soldi. Non proprio bruscolini. Verrebbe da chiedersi, a questo punto, chi se ne sta occupando alla Regione? Il presidente dalle molte braccia Oliverio/Kali?