“La sicurezza dei cittadini e dei loro beni non si tutela con le chiacchiere e con le polemiche a botta di comunicati sulla stampa. La verità dei fatti è eloquente: a Catanzaro si registra un aumento considerevole di microcriminalità e di altri fenomeni delinquenziali a vario titolo collegabili alle organizzazioni criminali. Mi chiedo cosa altro deve succedere per convincere tutti dell’esigenza di dare risposte certe e immediate. L’ultima ondata di furti nel quartiere Corvo, i danneggiamenti e le aggressioni nei quartieri periferici, ma soprattutto gli inquietanti risvolti dell’operazione Aemilia non lasciano spazio a dubbi ed interpretazioni.”
Lo ha dichiarato il sindaco Sergio Abramo, annunciando che chiederà un incontro al prefetto Latella e ai vertici della magistratura (in particolare Procura Generale, Procura della Repubblica, DDA) per capire cosa è possibile fare per contrastare il dilagare di un fenomeno che potrebbe compromettere il futuro del Capoluogo.
“Il prefetto Latella, già nel corso della sua visita di cortesia al Comune, ha dimostrato grande sensibilità e attenzione verso questo problema. La magistratura e le forze dell’ordine fanno un lavoro eccezionale, ma debbono essere sostenute e affiancate. Il Comune, da parte sua, combatte con le scarse armi di cui dispone. Abbiamo appena 60 vigili urbani, la metà di quella che è la previsione in pianta organica e il Governo non ci consente di fare assunzioni. Abbiamo emanato un’ordinanza contro l’accattonaggio, anche per contrastare il fenomeno degli extracomunitari che vengono sfruttati ai parcheggi e davanti ai supermercati, ma da soli non possiamo farla rispettare. Come si fa a controllare un territorio così vasto senza le tecnologie ? Voglio sottolineare che solo grazie alle videocamere è stato possibile individuare i responsabili di diversi crimini nella nostra città, a cominciare dai taglieggiamenti emersi dall’operazione Aemilia. Dobbiamo al più presto verificare se esistono ancora finanziamenti del PON Sicurezza da investire in progetti di videosorveglianza, cominciando dai quartieri più a rischio come Corvo. Se non riusciremo a rendere Catanzaro una città sicura, tutti i nostri ambiziosi programmi per farne il Capoluogo riconosciuto della Calabria andranno in fumo”.




