“Domani, il 10 febbraio, è la giornata in cui si ricordano le vittime delle Foibe, le cavità naturali del Carso dove nella primavera del 1945 vennero gettati i cadaveri degli italiani, colpevoli solo di essere italiani, ad opera dei partigiani jugoslavi di Tito che avanzavano verso il confine orientale italiano mietendo numerose vittime fra giuliani, istriani e dalmati”. – Lo dichiara Giuseppe Brugnano, Segretario calabrese del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – in occasione del “Giorno del Ricordo” solennità civile nazionale italiana celebrata il 10 febbraio di ogni anno. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92 che commemora le vittime dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata – . “Quella delle foibe – continua Brugnano – è un altro orrore dell’umanità, una tragedia indicibile taciuta per troppi anni, che ha determinato circa ventimila “infoibati”. Fra queste vittime innocenti, gettate e barbaramente seppellite vive nel buio delle cavità carsiche, c’erano anche dei colleghi Poliziotti e pertanto oggi vogliamo dedicare un pensiero speciale anche a loro. Un pensiero doveroso che serva a mantenere viva la memoria di una tristissima pagina di storia, frettolosamente e strumentalmente strappata dai libri e da ogni divulgazione, all’indomani del secondo conflitto mondiale. Una tragedia che oltre alla morte violenta di tanti innocenti ha pure determinato l’ingiusto esodo di circa 350.000 fiumani, istriani e dalmati, costretti a scappare dalle loro terre, dalle loro radici, dalla loro identità, per salvare la vita di fronte alla morte sicura che Tito gli avrebbe riservato se fossero rimasti in Istria. Da pochi anni – spiega il Segretario del Coisp calabrese – è iniziata finalmente una lodevole attività, frutto di un dovere morale oltre che storiografico, volta a divulgare quei fatti che riguardano il nostro Paese e la nostra coscienza. Come Sindacato di Polizia – conclude Brugnano – riteniamo necessario risaltare il sacrificio dei caduti della Polizia di Stato, i quali furono deportati e infoibati soprattutto durante l’occupazione jugoslava di Trieste. A loro rivolgiamo il nostro profondo pensiero, e se anche siamo materialmente distanti dai luoghi di quella orribile carneficina sentiamo di essere vicini con i nostri sentimenti di profondo rispetto presso il cippo della Foiba di Basovizza, realizzato dallo scultore nonché Agente di Polizia Angelo Simonetti. Per Ricordare… i nostri colleghi infoibati”.





