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    Vigili del fuoco discontinui in protesta

    Vigili del fuoco, ridotto organico: a rischio la salvaguardia del cittadino

    Il taglio alla spesa si trasforma in taglio alla sicurezza dei cittadini. Da questo mese, infatti, in tutta Italia e la Calabria non fa eccezione, sarà ridotto il numero di Vigili del fuoco impiegati per gli interventi di soccorso ed emergenza quotidiani previsti. Una situazione che in Liguria, a Genova, ha già creato qualche problema e che riguarda, ancora una volta, nemmeno a dirlo, i cosiddetti precari. Le unità di vigili discontinue presenti nel nostro Paese superano quelle dei vigili effettivamente assunti. Non lavorano quotidianamente, ma vengono “chiamati” al bisogno per supportare le squadre già operative. In sostanza invece di assumere partime a tempo determinato un numero inferiore di vigili, si è preferito lo stile a gettoni con chiamata a singhiozzo. Oggi però non va più bene. “L’orientamento del Governo Renzi di cancellare tutti i precari – spiega l’Usb – il sindacato di base che da sempre si è interessato a questa situazione – è diventata realtà anche tra i Vigili del Fuoco calabresi, da qualche giorno prima della fine dell’anno scorso, in modo drastico sono stati ridotti i richiami in servizio”.

    Normalmente i “discontinui” venivano reclutati a rotazione per 20 giorni, da una graduatoria numericamente variabile da provincia a provincia, per essere inseriti nelle squadre disponibili H24 in tutta la la Calabria per il soccorso generico istituzionale.

    Si tratta, continua l’Usb di “risorse umane assolutamente indispensabili per il dispositivo di soccorso, tuttavia oggi sono divenuti molto scomodi. Per cancellare i diritti acquisiti, prima si è attribuita a dei lavoratori la qualifica di Vigile Volontario, pur corrispondendogli uno stipendio per l’attività lavorativa con regolare cedolino di stipendio, adesso gli è stato dato il benservito definitivo”.

    L’assenza dei Precari Vigili del fuoco nel mese di gennaio nel Comando Provinciale di Reggio Calabria, ad esempio, ha determinato la chiusura temporanea e in alcuni casi la non operatività di qualche distaccamento di provincia (Bianco, Melito P.S., Villa S.G.). “Il Comandante Pietro Foderà – si legge nella nota del sindacato – per arginare i disservizi creatisi, in conflitto con le organizzazioni sindacali, con una sua personale interpretazione del regolamento di servizio, ha autorizzato tale sottonumero”.

    La realtà è che il Comando di Reggio Calabria, ma anche quello del resto della regione e del resto d’Italia, per poter garantire la funzionalità del soccorso urgente, ha bisogno di altri vigili del fuoco, di un maggior numero di personale con la qualifica idonea per la conduzione delle squadre, di un parco automezzi appropriato e funzionante, di attrezzature all’avanguardia, insomma il contrario della situazione attuale. Anche perché le norme europee hanno stabilito che l’Italia, quanto ad unità operative dei vigili del fuoco è in sottonumero.

    Per questi motivi attraverso l’Usb i Vigili del Fuoco discontinui calabresi, a Reggio Calabria in modo unitario con Fp Cgil e Fns Cisl, hanno proclamato lo stato d’agitazione.