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I conti sull’import-export della droga nei libri mastri delle ‘ndrine di Roma

21 Gennaio 2015
in CALABRIA, In evidenza
Tempo di lettura: 5 minuti
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libro mastro ndrangheta

di Giuseppe Baldessarro – Tenevano la contabilità del mercato della droga. La ‘ndrangheta aveva i suoi “ragionieri”, puntuali, precisi, che annotavano ogni spesa in entrata e uscita. Alla voce “uscite” c’era lo stupefacente ceduto ai grossisti di zona o provenienti da altre regioni come il Piemonte o la Sardegna, alla voce “entrate” il denaro che ricevevano in cambio o che dovevano ricevere a cessione avvenuta. Sono due documenti straordinari quelli resi noti con l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di una trentina di presunti malacarne che nella Capitale gestivano il mercato della cocaina e dell’erba. Uno è una sorta di libro mastro in forma cartacea custodito dal pentito Gianni Cretarola, l’altro un quaderno informatico compilato da Massimiliano Sestito e custodito su un computer portatile. Entrambi inchiodano fornitori ed acquirenti.

Il Primo libro mastro

Il quaderno è stato scoperto il 17 luglio 2013, giorno successivo all’arresto di Cretarola, durante una perquisizione all’interno del box ubicato in via Valle dei Fontanili, base logistica della cosca. L’altro poche ore dopo a casa di Sestito.

Cretarola aveva un quaderno “recante appunti manoscritti, riportanti nomi (soprannomi) scritti in un linguaggio alfabetico criptato”. Un libro mastro usato sia da Sestito che da Cretarola su cui erano presenti “una serie di cifre corrispondenti a voci di spesa e di ricavi relativi alle attività criminali del gruppo”.

Sul quaderno, ad esempio,  c’erano numerose “indicazioni al nome “Cicio”, scritto in codice”, che il pentito “ha chiariro essere riferito a Francesco Pizzata, con a fianco menzione di quantitativi di droga e di denaro (allo stesso ‘’Cicio’’ riferibili)”. Più specificamente, “in una pagina vi è l’indicazione Ciccio, seguita da alcune cifre, 50+80+10, riferite, verosimilmente, a consegne di stupefacente del tipo cocaina effettuate in favore Francesco Pizzata, che, secondo quanto riferito dal collaboratore, preferiva ricevere la cocaina allo stato puro, per poi tagliarla personalmente. Naturalmente, anche in questo caso, l’utile veniva ripartito all’interno del gruppo criminale”.

libro mastro ndranghetaIl Pentito Contabile

Ed ecco come spiega il quaderno il collaboratore di giustizia ai magistrati romani: “Allora, questo quadernino è un squadernino che io utilizzavo per appuntare tutti i numeri, i prezzi degli stupefacenti, i quantitativi, le forniture. Penso che ci deve mancare qualche pagina perché molti di questi quaderni io li cambiavo perché logicamente un fatto vecchio, concluso una fornitura vecchia non mi interessava più ma mi appuntavo solo quelle che avevamo in corso o le ultime insomma. La scrittura è totalmente criptata quindi non ci sono i nomi, non si troverà per esempio un nome Fabio, Luca, Giancarlo o di che sia ma è decriptata con un codice che avevamo noi. Ci sono… c’è una tabella ben precisa dove c’è percentuale di purezza, percentuale di taglio, prezzo al dettaglio, prezzo all’ingrosso, cifra avuta e cifra da avere”.

Partendo da questo dato Cretarola traduce per gli investigatori quanto segnato sul quaderno e saltano così fuori i nomi di Francesco ed Antonio Pizzata, quello Salvatore Manca e Andrea Gusinu, di Longo e Fontolan.

Mentre gli investigatori scorrono il dito su numeri e lettere Cretolara in un caso spiega che, in quel caso specifico, si tratta delle forniture a Gusinu. Accanto alla scritta vi è la cifra “5.000”. E il pentito afferma: “Sicuramente in riferimento a qualche fornitura di sostanza stupefacente”.

Noni e cifre

In una pagina, Andrea Gusinu è citato con il nome scritto in codice criptato “Sardo 2”,  per distinguerlo da un altro sardo che acquistava droga dal gruppo, Sebastiano Cossu, cliente di Cretarola, distinto con l’appellativo “Sardo 1”. Accanto al nome “Sardo 2”, sul quaderno sono appuntate le cifre: “100  70/30  45  4.500  Ok”. In colonna, sotto queste cifre, vi sono ancora indicazioni: “100  70/30  45  4.500  Ok”. Ancora sotto, sempre in colonna “50  35/15  45  2250  Ok”  e poi di nuovo “50  35/15  45  2250”. Il pentito spiega che le cifre sono da riferire a quattro cessioni di stupefacente. Le indicazioni, lette orizzontalmente, fanno riferimento alla quantità fornita, in tal caso 100 grammi le prime due righe e 50 grammi le ultime due. Poi c’è la quantità di sostanza pura in percentuale, 70 grammi le prime due righe e 35 grammi le ultime due. Quindi la quantità di sostanza da taglio, in tal caso 30 grammi le prime due righe e 15 grammi. le ultime due. Infine il prezzo di vendita al grammo 45 euro e il prezzo complessivo della fornitura ceduta, e cioè 4.500 euro per le prime due righe e 2.250 euro per le ultime due. In ultimo, accanto alle prime tre cessioni, due di 100 grammi dell’importo di 4.500 euro ed una di 50 grammi dell’importo di 2.250 euro vi è scritto “Ok”, cioè pagamento effettuato.

libro mastro ndranghetaTutto veniva segnato, nulla sfuggiva al controllo dei contabili del clan. In una pagina, è annotato un capitale di 19.500 euro. Da questa cifra sono sottratti 1.350 euro serviti, a detta di Cretarola, per far fronte a qualche spesa. Accanto alla somma rappresentata dal capitale, vi è la cifra 500, indicativa della quantità di droga in grammi, preceduta da un asterisco. Sotto, in colonna, sono riportati altri numeri “-35-70-35 (cancellato)-100-70-3,5”,  rappresentativi di quantità di droga espresse in grammi, probabilmente parti di quei 500 grammi iniziali. Accanto ad ogni cifra sono riportati i nominativi dei cessionari. Quindi, accanto alla cifra -35 non vi è nome, mentre accanto alla cifra -70 vi è il nome “Montagna”, scritto in codice, alias Stefano Fontolan; accanto alla cifra -35 cancellato vi è la scritta in codice “Sardo”. Di seguito, accanto alla cifra -100, vi è la scritta in codice “Cicio”, riferita a Francesco Pizzata; accanto alla cifra -70 vi è la scritta in codice “Mario”, riferita a Mario Longo. Infine, la cifra -3,5, riferita all’ “Albanese”, che potrebbe essere relativa ad un provino di 5 grammi, di cui 3,5 gr di sostanza pura e 1,5 gr. di taglio. Ogni elemento veniva segnato, con precisione maniacale.

Il Secondo libro mastro

Altrettanto precisa la contabilità tenuta da Sestito su computer. Un file è riferito ad una fase storica precedente l’unione con i Pizzata. Vi sono indicazioni relative ad un acquisto di cocaina a Milano da Papalia, con relativa contabilità dell’utile derivato dallo spaccio. Tra le varie voci di spesa, vi sono indicate le sigle delle persone che percepivano compensi. Il secondo file denominato contiene l’indicazione di cifre in codice che Cretarola non è stato in grado di decifrare. Tuttavia, si è rilevato che alla colonna M è indicata la voce addeb. con delle cifre riportate in ogni riga, a specificare evidentemente una uscita di cassa. Alla colonna successiva, la N, in corrispondenza di ogni riga vi è la dicitura fr. con accanto il mese di riferimento, genn, febb, apr e così via. Non è escluso che tale colonna fosse riferita al denaro consegnato periodicamente a Francesco Pizzata.

Il terzo file costituisce anch’esso una sorta di contabilità riferita allo spaccio. È interessante rilevare che nella colonna A vi è il titolo “Contratto”, con l’indicazione di una data, che potrebbe riferirsi all’arrivo a Roma di 160 chili di cocaina del tipo “squama”, fatta pervenire forse da Pizzata. Nella tabella vi sono riferimenti a pagamenti avvenuti, capitali reinvestiti ed altre informazioni relative, probabilmente, a personaggi collegati a Sestito e Cretarola.

Nel corso dell’interrogatorio del 18 gennaio 2014 Cretarola ha riconosciuto diverse sigle contenute in tale un file che lasciano intravedere la rete di distribuzione. Tra di esse vi è l’indicazione  Mont, che deve intendersi riferita a Alessandro Curci di Monterotondo (soggetto che acquistava cocaina da Sestito per rivenderla), Ost,  che deve intendersi riferita a Giordano Gallo di Ostia (personaggio indicato da Cretarola come distributore di cocaina per conto di Sestito in zona di Ostia) Tib, che deve intendersi riferita ad una persona che spacciava droga per conto di Sestito sulla Tiburtina.

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