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Dai geologi calabresi sos per tenuta edifici pubblici

22 Gennaio 2015
in CALABRIA, In evidenza
Tempo di lettura: 3 minuti
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Serra San Bruno (VV) – Trema la terra: Scossa di terremoto magnitudo 2.4

Per non dimenticare che la Calabria è ad alto rischio sismico, ecco un’altra scossa nell’area del reggino che ce lo ricorda.  (Leggi qui la notizia)Ma come ci si può difendere dal terremoto? In merito a ciò interviene Francesco Fragale, Presidente dell’Ordine Geologi della Calabria. ”Innanzitutto costruendo nel rispetto della normativa antisismica vigente e adeguando e migliorando sismicamente il patrimonio edilizio già esistente. La Legge sismica regionale n. 35/2009 attualmente prevede procedure di controllo rigoroso sui progetti delle opere con volume maggiore a 3000 mc e/o altezza maggiore ai 10,5 m, per cui una buona parte dei progetti viene verificata. Tuttavia è auspicabile che in tempi brevi – chiosa Fragale – al fine di concretizzare una maggiore garanzia della qualità progettuale degli interventi sul territorio, venga pienamente e definitivamente attuata la citata Legge regionale 35/2009, con il controllo della totalità dei progetti. All’uopo necessita il potenziamento delle strutture tecniche regionali (servizi tecnici decentrati – ex genio civile) attualmente ancora fortemente carenti per la componente geologica: bisogna potenziare la presenza di geologi nelle strutture tecniche per il controllo degli elaborati geologici a corredo delle progettazioni. L’Ordine dei Geologi auspica che il nuovo Governo regionale sia sensibile a tale criticità.
Necessita, inoltre, l’emanazione di una Legge Regionale per l’istituzione del “Fascicolo del fabbricato”: una sorta di “libretto sanitario” dell’edificio, finalizzato a valutarne le reali condizioni sismiche, statiche, strutturali e geologiche del sito ove esso sorge. Ciò al fine di avere piena conoscenza della vulnerabilità sismica dell’edificato regionale. Al riguardo – continua il Presidente dell’ Ordine Geologi della Calabria –  è bene ricordare che in Calabria molti edifici sono stati realizzati antecedentemente all’introduzione della legge antisismica del 1974 (L. 64/74), quindi progettati senza alcun criterio antisismico, tra cui, sembrerebbe, circa 3000 edifici scolastici. Il quadro si allarga se si considerano anche le altre strutture pubbliche, come ad esempio gli ospedali. E appare del tutto inaudita la recente decisione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici di approvare le modifiche alle Norme Tecniche delle Costruzioni (DM 14/1/2008), che prevedono criteri per l’adeguamento antisismico degli edifici esistenti meno stringenti, ignorando, peraltro, la conoscenza puntuale delle condizioni geologiche del sito. Tale provvedimento renderà sicuramente più semplici gli interventi di adeguamento sugli edifici esistenti, ma purtroppo lascerà tali edifici in condizioni di sicurezza carenti. Ciò rappresenta, scandalosamente, un passo indietro rispetto al dettato delle NTC vigenti, relativamente alla messa in sicurezza delle strutture esistenti.
Rivestono, inoltre, fondamentale importanza gli studi di “Microzonazine Sismica”: essi individuano gli effetti locali di un sisma, informazioni di primaria importanza per il governo del territorio, per la progettazione e per la pianificazione. La legge n. 77/2009 stabilisce,  – continua il Presidente – attraverso Ordinanze di Protezione Civile, la possibilità di contributi finanziari ai Comuni per la redazione di tali Piani e per la realizzazione di interventi strutturali per il rafforzamento locale o il miglioramento sismico di edifici. Tuttavia, si tratta di sforzi incoraggianti ma certamente non sufficienti per via delle esigue risorse finanziarie disponibili. La politica deve necessariamente sforzarsi ad incentivare maggiormente tali iniziative su tutto il territorio regionale.
E’ altresì fondamentale che vengano adeguati ed aggiornati i Piani di Emergenza Comunali (strumenti indispensabili per la prevenzione dei rischi su scala comunale) e che questi vengano realmente utilizzati dai Comuni e divulgati tra la popolazione. I Piani di Emergenza raccolgono l’insieme delle procedure operative di intervento per fronteggiare una qualsiasi calamità attesa in un determinato territorio. Al riguardo, la legge n. 100/2012 stabilisce che tutti i Comuni devono dotarsi di un “Piano di Emergenza” costantemente aggiornato, tuttavia, attualmente, nonostante l’obbligo dettato dal disposto normativo, ancora poco più del 50% dei Comuni calabresi si è dotato di un Piano di Emergenza e la Calabria rappresenta il fanalino di coda rispetto ad altre realtà regionali, assieme al Lazio, alla Campania e alla Sicilia: anche in questo caso è un problema di risorse finanziarie che non permettono ai Comuni di dotarsi di un piano di sicurezza adeguato. E’ fondamentale erudire la popolazione nelle attività di protezione civile, sui modi comportamentali da tenere durante eventuali eventi sismici, verificando costantemente l’efficienza del sistema di protezione civile. Il territorio regionale è particolarmente esposto al rischio sismico, per cui bisogna essere sempre pronti a fronteggiare l’eventualità che un “forte” terremoto si possa verificare da un momento all’altro.
L’Ordine dei Geologi sta organizzando – conclude il presidente Fragale – con grande spirito di servizio, attività divulgative sui rischi territoriali tra gli studenti delle scuole medie, in modo che essi possano essere informati dei rischi cui è esposto il territorio che abitano. L’educazione della popolazione rispetto ai rischi del territorio rappresenta il primo passo verso la strategia della prevenzione.

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