di Mario Meliadò – La realtà, si sa, supera sempre la fantasia. Specie in Calabria.
E allora parliamo della Sanità, per tirar fuori il più eclatante dei paradossi. I medici di famiglia, spesso bersagliati per l’accusa di ricette “gonfiate” (esattamente un anno fa a Joppolo, nel Vibonese, si scatenava l’inchiesta “Pharma Bluff” coinvolgendo anche il sindaco Giuseppe Dato, farmacista), nel cuore di Reggio Calabria sono costretti a pietire i ricettari; e spesso neppure una simile “questua” frutta loro questi strumenti essenziali per esercitare la propria attività.
E questo non da un giorno: da sei mesi, nel quasi completo silenzio generale, senza che chi di competenza abbia escogitato un rimedio definitivo a questo disagio (grave non solo per i medici “generici” coinvolti, ma evidentemente pure per i relativi assistiti), in tutta l’area servita dalla “struttura 1” di via Willermin.
Paciosi operatori sanitari hanno deliberatamente tenuto i toni bassi sulla vicenda, confidando in una soluzione non traumatica. Fino al 30 dicembre scorso. In pieno clima natalizio, vedersi ancòra una volta privi dei ricettari li ha giustamente andare su tutte le furie: così, due di loro – Vincenzo Mesiani ed Eliana Palmieri – hanno firmato un esposto negli uffici della Polizia di Stato.
…Naturalmente, il 2 gennaio, “per magia” sono comparsi i ricettari.
Dire cosa sia accaduto è francamente imbarazzante.
Basta leggere il succinto, inequivocabile testo dell’esposto: «Da circa sei (6) mesi, al distretto Nord dell’Asp 5 c’è grave carenza di ricettari del Ssn (Servizio sanitario nazionale, ndc), con ripetuti episodi di mancata consegna degli stessi appartenenti al già indicato distretto. Alla data odierna, i ricettari sono totalmente mancanti – si specifica –, per cui i sottoscritti potranno svolgere in attività convenzionata l’attività di visita, ma non potranno svolgere l’attività prescrittiva né farmacologica né diagnostica».
Insomma, come già la carta per le fotocopie in qualche Palazzo di Giustizia o la benzina per alcune auto delle forze dell’ordine, la Sanità reggina – già oggetto di strali quotidiani – da mesi si configura come una Sanità da terzo mondo perché… mancano i ricettari per le prescrizioni.
Come appena chiarito, va detto che il problema appare (temporaneamente?) risolto. Ma è vero pure che – come da esposto alla magistratura – si ripresenta ciclicamente ormai da un semestre, un periodo “infinito” per risolvere un problema burocratico relativo a una fornitura di materiale di cancelleria. Certo, materiale “speciale”: ogni ricettario medico costa la bellezza di 40 centesimi e può stamparne solo la Zecca dello Stato.
Il dato è: chi ne aveva competenza, alla struttura 1, non ha richiesto una fornitura adeguata al fabbisogno dei medici di famiglia che operano nel distretto Nord di Reggio, oppure (ma dovrebbe chiarirlo…) ha formulato una richiesta standard, del tutto adeguata, che però non ha avuto un puntuale riscontro nella fornitura effettiva (inconveniente cui porre rimedio, però, sei mesi fa e non certo dopo un semestre di disagi per gli operatori sanitari).
Ma c’è di mezzo una “singolare” gestione degli stock di questo materiale. Infatti, la situazione è diventata seria in quanto i medici di base che dipendono da altre strutture – operativi, dunque, in differente area della città – mesi fa si son trovati sprovvisti di ricettari: a quanto si apprende in via informale, la struttura di via Willermin avrebbe acconsentito bonariamente alla richiesta di “girare” un po’ di ricettari a queste strutture. Salvo “scoprire” all’improvviso che, ora, erano rimasti senza i medici di famiglia del “suo” distretto…
Poi, di fronte a rischi giudiziari, qualcuno ha alzato il telefono e ha chiesto la restituzione di parte dei ricettari.
Uno potrebbe obiettare: sì, ma le ricette digitali?, la dematerializzazione? La verità è che per ora da questo tipo d’obiettivi siamo lontani, e non solo in questa fettina di 38esimo parallelo.
E una soluzione di lunga durata? C’è da pazientare fino al 22-23 gennaio, quando – pare – arriverà la nuova fornitura di ricettari. Intanto, se avete il medico di famiglia nel distretto Nord, vedete di non ammalarvi: non si sa mai.






