Dopo 5 anni di gestazione finalmente è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il 16 dicembre 2014, il decreto di Approvazione del manuale operativo per la gestione dell’anagrafe apistica nazionale, in attuazione dell’articolo 5 del decreto 4 dicembre 2009, recante: «Disposizioni per l’anagrafe apistica nazionale». Oggi è diventata operativa l’anagrafe delle api, con la possibilità, per gli apicoltori di registrarsi sul portale del Sistema informativo veterinario accessibile dal portale del Ministero della salute.
Operatori delle Asl, aziende e allevatori potranno accedere all’anagrafe per registrare la attività, comunicare una nuova apertura, specificare la consistenza degli apiari e il numero di arnie o le movimentazioni per compravendite.
Sul sito www.vetinfo.sanita.it una sezione pubblica dedicata all’Apicoltura consentirà di avviare la procedura online di richiesta account.
Nella Banca dati l’apicoltore:
potrà comunicare l’inizio della propria attività con la richiesta dell’attribuzione del codice identificativo univoco; (vedi dati da inserire presenti nell’allegato A del decreto)
dovrà registrare la consistenza dei propri apiari (numero di alveari) e la loro collocazione (indirizzo e coordinate geografiche);
dovrà aggiornare ogni anno, dal 1° novembre al 31 dicembre, la consistenza e dislocazione degli alveari posseduti (censimento annuale);
dovrà comunicare la eventuale cessazione dell’attività; (vedi dati da inserire presenti nell’allegato B del decreto)
dovrà comunicare le informazioni inerenti le movimentazioni; (vedi dati da inserire presenti nell’allegato C del decreto)
In particolare in merito a quest’ultimo obbligo andranno registrate in BDA la compravendita di materiale vivo (alveari,sciami/nuclei, pacchi d’api, api regine) e gli spostamenti, anche temporanei, che determinano l’attivazione di un nuovo apiario o la cessazione delle attività di un determinato apiario.
Secondo la Coldiretti le principali finalità dell’anagrafe sono: la tutela economico-sanitaria e la valorizzazione del patrimonio apistico; il supporto nella trasmissione di informazioni, a tutela del consumatore, del prodotto miele e degli altri prodotti dell’alveare; il miglioramento delle conoscenze del settore apistico sotto il profilo produttivo e sanitario, anche in riferimento alle politiche di sostegno e alla predisposizione di piani di profilassi e di controllo sanitario.





