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    Regione: il CdM boccia ultime leggi regionali, c’è anche quella su Sanità

    Il Consiglio dei Ministri ha impugnato 3 leggi regionali nelle parti in cui hanno subito delle recenti modifiche, perché in contrasto con la Costituzione. A proporre l’impugnativa il Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Maria Carmela Lanzetta.

    In particolare si tratta della Legge Regione Calabria n. 20 del 07/10/2014, in materia di Agricoltura, perché “alcune disposizioni riguardanti i piani di gestione forestale – si legge nella disposizione dell’esecutivo – non rispettano l’obbligo di valutazione ambientale, ponendosi in tal modo in contrasto con la normativa statale e comunitaria di riferimento, in violazione dell’articolo 117, primo comma, Cost., e in violazione della potestà legislativa esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, di cui all’art. 117, comma 2, lett. s) Cost.

    C’è poi la modifica alla legge che statuisce il tema della donazione degli organi. La Regione Calabria, infatti, secondo il CdM, con la Legge Regione Calabria n. 27 del 07/10/2014 , avrebbe violato la competenza esclusiva statale in materia di anagrafe, prevedendo la possibilità e le modalità di espressione del consenso o del diniego alla donazione di organi e tessuti in sede di rilascio o di rinnovo della carta d’identità.

    Chiude, non per importanza, la legge n. 22 del 07/10/2014. Il CdM, ha stabilito che alcune disposizioni sull’autorizzazione e l’accreditamente delle strutture sanitarie, interferiscono con le funzioni del Commissario ad acta, oggi il generale Luciano Pezzi, domani il presidente Mario Oliverio.

    Il testo era stato presentato da esponenti tanto del centrodestra come Chiappetta, Morrone, Grillo, Serra e Pacenza, che del centrosinistra, Scalzo, Guccione e Ciconte e regola gli ambiti nei quali il governo poteva sostituirsi alle Regione attraverso il commissario.
    La legge approvata a palazzo Campanella, che mandò su tutte le furie Pezzi, tanto da costringerlo a sospenderne l’efficacia, semplificava operazioni come ad esempio passaggi azionari, volture e cessioni di rami d’azienda, sulle quali era il governo a decidere.