Creare al più presto un osservatorio regionale sulle Province, sulla scorta di quanto già avvenuto in altre regioni italiane. È quanto chiedono in un documento preparato a Catanzaro, da presentare al presidente della Regione Mario Oliverio, i dipendenti delle cinque Province calabresi che, insieme ai rappresentanti sindacali, questa mattina hanno occupato le sedi istituzionali.
Tra le proteste più eclatanti degli ultimi giorni, quella di Vibo Valentia, dove i dipendenti dopo più di dieci giorni di mobilitazione, affiancati dalla Cgil, sono riusciti a sbloccare il pagamento di due delle quattro mensilità già in arretrato a causa del grave dissesto finanziario che pesa sui bilanci dell’ente.
Nel documento di Catanzaro, in particolare, si contesta il maxi emendamento alla legge di stabilità presentato dal governo che, secondo la Cgil regionale, se passerà renderà inattuabile la legge Delrio prevedendo sei miliardi di tagli in tre anni per le Province, la riduzione del 50 per cento dell’organico e nessuna garanzia per il personale precario: «Quello che più preoccupa – ha detto il segretario generale Fp-Cgil Calabria, Alfredo Iorno – è che ancora in molti casi non si sono compresi del tutto gli interrogativi che pesano sul futuro dei dipendenti provinciali».
Snocciolando i numeri, si tratta di tagli corposi (1 miliardo nel 2015 che arrivera’ a 3 nel 2017) alle risorse delle Province che adesso contano circa 20.000 lavoratori considerati in esubero e oltre 2.000 precari. Tagli che hanno sottolineato Cgil, Cisl e Uil mettono a rischio il funzionamento dei servizi di area vasta, dalla sicurezza scolastica alla tutela ambientale, passando per la viabilita’ e le politiche attive sul lavoro.
Tuttavia in serata sono arrivate le rassicurazioni del governo. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Delrio ha parlato di assorbimento del personale attraverso il blocco delle assunzioni in tutte la amministrazioni pubbliche sottolineando che nel maxiemendamento alla legge di stabilita’ ci sara’ un «elemento di certezza e non d’incertezza».
Parole che arrivano al termine di una giornata densa di occupazioni e cortei in tutta la Penisola. Da Vicenza a Brindisi, da Firenze a Reggio Calabria la lotta dei dipendenti non sembra volersi fermare.
L’apertura dell’Esecutivo è stata commentata anche dal presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci – « Nessuno vuole alimentare tensioni sociali, meno di tutti i Presidenti di Provincia, che con i dipendenti lavorano ogni giorno» ha detto – e dal presidente dell’Anci, Piero Fassino che ha invitato il Governo a convocare enti locali e sindacati «per ribadire le tutele del personale».






