La Calabria scende in piazza per lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil. Trasporti pubblici fermi, aeroporti al collasso, molti uffici chiusi o a mezzo servizio, per una manifestazione che ha segnato una media del 70% di adesioni in tutto il territorio regionale. Manifestazioni pubbliche a Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo e Reggio Calabria, dove migliaia di lavoratori hanno protestato contro il Job Act e la legge di stabilità del Governo Renzi.
”Scioperiamo perché chiediamo con forza il cambiamento delle politiche economiche del Governo Renzi – ha dichiarato a Reggio Calabria il Segretario Generale Filt Cgil Nazionale Franco Nasso – pensiamo che la legge di stabilità non cambierà assolutamente le cose. Renzi deve ascoltare il Sindacato e le sue proposte per il cambiamento. Solo così il sud può trovare respiro rispetto ad una crisi che è sempre più drammatica. E’ una giornata importante e significativa per la Calabria della quale la nuova Regione e il Governo non possono non tener conto”.
In piazza le storie di migliaia di lavoratori che soffrono in una regione al collasso, in coda a tutte le classifiche nazionali per indicatori sociali ed economici. Dai precari della sanità agli insegnanti, dagli Lsu ed Lpu fino ai percettori di ammortizzatori sociali. Un esercito di invisibili che soffre, più che in altre regioni italiane, gli effetti della crisi nera che ormai da anni ha investito il mondo del lavoro.
”In questa regione il Governo ha annunciato una cabina di regia che oggi non trova alcun riscontro nei fatti – ha commentato il Segretario Generale della Uil Calabria Santo Biondo – chiediamo che il Governo affronti le tante emergenze sociali ed economiche della Calabria. C’è bisogno di un piano di investimenti infrastrutturali, tale da poter attrarre imprese private e poter creare lavoro”.
(StePer)





