I Calabresi non ci credono più. E’ questo il primo dato che emerge dalle consultazioni regionali calabresi. Affluenza bassa, bassissima. Alle 23:00 ha votato solo il 44,07% degli elettori, più di quindici punti percentuali in meno rispetto alle scorse regionali calabresi.
QUI I DETTAGLI DELL’AFFLUENZA DELLE CINQUE PROVINCE
Vince il partito dell’astensione. Un’astensione progressiva che va avanti ormai da ben quattro tornate elettorali regionali. Nel 2000 aveva votato il 64,6%, nel 2005 un lieve calo al 64,4%, poi nel 2010 il 59,26% per arrivare ai dati odierni che indicano un 44,07%, poco più dell’Emilia Romagna, l’unica altra Regione al voto, che si ferma al 39,9%.
Che l’affluenza sarebbe stata bassa lo si intuiva già dalle prime ore della giornata. Alle 12:00 aveva votato solo l’8,86% degli elettori, mentre alle 19:00 solo il 34,63%.
Numeri che danno la dimensione di un tracollo nella fiducia degli elettori nei confronti della politica. Un segno inequivocabile del distacco che evidentemente separa i cittadini dalla dimensione istituzionale e amministrativa.
A pesare saranno certamente state le ripetute consultazioni alle quali la Calabria è stata chiamata negli ultimi mesi. Le Europee il 25 maggio, le Comunali a Reggio il 26 ottobre e quindi le regionali il 23 novembre. In mezzo una lunga serie di consultazioni interne, tra primarie per la scelta dei candidati e congressi di partito.
Ma a separare i Calabresi dalla partecipazione non è certamente stato solo l’alto numero di consultazioni. La politica non convince più. Il primo dato consegnato dall’urna è che chi governerà la Calabria sarà comunque un Governatore eletto da una minoranza.
(StePer)





