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    Larosa Giuseppe

    ‘Ndrangheta asse Calabria-Lombardia: Giuseppe Larosa il ‘Mammasantissima’

    di Clara Varano – Porta a lui l’operazione della Dda di Milano, denominata “Insubria”, a Giuseppe Larosa, classe 1965, detto anche “Peppe la mucca”. Secondo quanto captato dagli investigatori meneghini, durante l’attività di intercettazione, infatti, da lui dipendeva ogni attività criminale. A comprovare questa ipotesi, il suo ruolo, anzi la sua dote, testimoniata dalle immagini registrate dai Carabinieri del Reparto Operativo Speciale di Milano, di “Mammasantissima (LEGGI QUI LA NOTIZIA DEGLI ARRESTI A MILANO). Era lui a comandare il “crimine” insediato in Lombardia rivelato dalle recenti indagini. Per questo, per aver fatto parte, con altre persone non ancora individuate, dell’associazione mafiosa denominata ’ndrangheta, operante sul territorio della provincia di Reggio Calabria, del territorio nazionale ed estero, oggi è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto.
    Porta, dunque, ancora in Calabria l’ultima diramazione della tela intessuta dalla ‘ndrangheta nel resto del Paese e all’estero. A carico di Larosa, si legge nel fermo firmato dai pm Adriana Sciglio e Antonio De Bernardo, “sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine ai fatti contestati”.
    “Specificatamente”, si legge sempre nell’ordinanza, “svolgeva compiti di decisione, di pianificazione, di direzione e coordinamento dell’azione degli affiliati e di individuazione delle linee strategiche da adottare, provvedendo a curare stabilmente i rapporti con i partecipi delle locali lombarde, funzionalmente dipendenti da quella di Giffone, nonché con gli altri affiliati stanziati all’estero tra cui NESCI Antonio, a capo della locale di ‘ndrangheta di Frauenfeld; a concedere doti agli affiliati, celebrando i relativi riti di affiliazione; ad impartire direttive agli affiliati, anche al fine di dirimere contrasti interni ed esterni alla locale di appartenenza; a deliberare le modalità e l’entità della partecipazione, da parte degli altri sodali, ai profitti illeciti conseguiti dalle attività criminali gestite dal locale”.

    LA LOCALE DI GIFFONE

    Larosa Giuseppe
    Larosa Giuseppe

    Giuseppe Larosa, vertice della ‘ndrangheta, era a capo della locale di Giffone, la cui autonoma rilevanza era già emersa nell’ambito del procedimento “Crimine”. Alla locale di Giffone sono subordinate, come documentato dalle indagini di Milano, le Locali individuate nella Brianza comasca di Cermenate e Fino Mornasco, e quella di Calolziocorte nel lecchese, nonché altre Locali ancora non meglio individuate.
    Per riuscire a ricostruire la folta rete di contatti e di reati dell’organizzazione criminale, oltre alle intercettazioni e al materiale video, determinante il ruolo di un collaboratore di giustizia. Soprattutto, però, i numerosi incontri avvenuti in Lombardia tra i diversi esponenti dal 2012 ad oggi.

    Giuseppe Larosa, è un soggetto che già nell’indagine “Il Crimine” era emerso come vicino a personaggi di spicco della ’ndrangheta.

    Pasquale Valente
    Pasquale Valente

    Assieme a Giuseppe Larosa, destinatario del Fermo di indiziato di reato, anche Pasquale Valente (APPROFONDISCI QUI).

    Infine, sempre dalle indagini, è emersa, nell’ambito della Locale di Grotteria (RC), la cui esistenza ed operatività è stata documentata nel corso dell’indagine “Il Crimine”, la figura di Salvatore Bruzzese, inteso Salineri, già coinvolto in indagini in materia di associazione di stampo mafioso, ritenuto essere – per come ricavato dalle investigazioni di Milano – l’attuale reggente della struttura criminale grotterese operante nel Mandamento Jonico, il cui Capo Locale è risultato essere in passato Bruzzese Carmelo cl. 1949 (non è parente di Salvatore),

    Bruzzese Salvatore
    Bruzzese Salvatore

    localizzato dal ROS in Canada nel corso dell’indagine “Solare” della Procura reggina e lì detenuto in attesa che venga definito il procedimento di espulsione siccome cittadino “indesiderato” per la sua contiguità ad ambienti mafiosi.