di Stefano Perri – Domenico Gattuso rappresenta quella che lui stesso definisce ”una forza politica autenticamente di sinistra”. L’Altra Calabria è in effetti una delle novità di questa campagna elettorale per le elezioni regionali. Dopo la buona affermazione alle europee, alle quali era candidato anche lo stesso Docente della Mediterranea, Gattuso ci riprova con una candidatura a Governatore che, quanto a determinazione programmatica e contenuti ideali, è tutto fuorché una battaglia di testimonianza.
L’altra Calabria si pone in una posizione completamente alternativa agli altri schieramenti in campo.
Siamo una formazione di alternativa rispetto al sistema attuale dei partiti. Abbiamo di fronte una nebulosa indistinta di coalizioni, che non si caratterizza se non per il fatto di aver determinato lo sfascio che vediamo. Abbiamo una Calabria nel baratro delle sabbie mobili. Non si può seguire le vecchie logiche della politica calabrese. Noi ci poniamo come una forza autenticamente di sinistra, ispirata a valori di solidarietà, di sostegno dei più deboli. Ci rivolgiamo a quella componente rilevante di cittadini che non vota più perché rassegnata e nauseata. Un progetto politico che si ispira a L’Altra Europa con Tsipras, che nasce da un fiorire di contributi intellettuali di alto livello come Rodotà, Revelli, Ginsborg e decine di altri soggetti. Su questo solco lavoriamo per rappresentare anche in Calabria un futuro diverso, un’alternativa al neoliberismo, al neoconservatorismo, alla logica delle privatizzazioni, alle lobbies del potere e dell’economia.
Possibile che non ci sia nulla che vi convince delle altre forze politiche in campo? Il suo giudizio sulla consiliatura regionale che si conclude?
La prima considerazione è che questi signori non solo non hanno generato sviluppo ma hanno portato negli ultimi venti anni la Calabria alla soglia della povertà, con tassi di disoccupazione elevatissimi. Hanno avuto opportunità e fondi ingenti per creare occupazione e invece ci troviamo con tutti i nostri ragazzi che vanno via e noi ci troviamo qui in condizioni da miseria.
Nell’ultima fase della consiliatura hanno ideato la legge elettorale che è un vero e proprio capestro, con lo sbarramento al 15% poi portato all’8%. E’ un attacco alla democrazia e neppure il Pd si è opposto seriamente a questa norma che avvilisce le forze di minoranza e limita la rappresentanza democratica.
Entrando nel merito dei programmi per il futuro della Calabria, cosa ci dice ad esempio del comparto sanitario?
Abbiamo posto tre elementi essenziali per la nostra campagna politica. Al primo posto ambiente e cultura, che riteniamo possano rappresentare un bacino enorme di occupazione, i trasporti e la logistica, sui quali c’è bisogno di inserire persone competenti nei gangli giusti dell’amministrazione, ed infine i beni comuni, nei quali rientra anche la sanità, che riteniamo importantissima non solo perché copre l’80% del nostro bilancio. Bisogna evitare che la gente sia costretta a curarsi altrove ed allo stesso tempo ridurre gli sprechi, mettendo a capo delle strutture delle persone competenti con curricula trasparenti. Bisogna motivare il personale, strutturare gerarchicamente i servizi in modo da distribuirli sul territorio in maniera intelligente e coordinata. Per dirla in breve una mezza rivoluzione.
Ha parlato di sprechi. Rispetto ai costi della macchina amministrativa ci sono stati diversi tentativi che però probabilmente non sono andati a segno.
Più che tentativi a me sono sembrati solo degli spot pubblicitari. In realtà la macchina burocratica è peggiorata. Da una parte si sono mortificate le competenze interne alla regione. Dall’altra si è fatto ricorso ad una schiera di persone, di clienti, legati ai politici di turno, che hanno assunto posizioni dirigenziali stridenti con quelle già esistenti. Personale qualificato messo all’angolo e galoppini messi in posti chiave. E’ chiaro che così sono andati a levitare i costi della burocrazia, con l’uso spropositato di consulenti esterni che spesso non avevano le credenziali adeguate. Siamo arrivati alla fine della legislatura e abbiamo scoperto che il dirigente principale della Regione non aveva i titoli per occupare quel posto. E’ davvero scandaloso.
Dunque nulla da salvare? Pensate che la gente vi darà ragione?
Noi vogliamo vincere. E speriamo ovviamente di superare la soglia dell’8%. Credo che i cittadini ci aiuteranno in questo perché capiranno che sono in gioco le sorti di questa regione da tutti i punti di vista. Per questo invitiamo al voto utile a nostro favore. Dare un voto alle altre formazioni è effettivamente inutile nel senso che hanno dimostrato di essere incapaci di governare. Qualunque indicatore assumiamo viene fuori che le componenti di centrodestra e di centrosinistra hanno rovinato questa regione e non hanno prodotto alcun risultato.





