“La Calabria oggi produce emigrazione, colta, dotta. Io cercherei di scegliere questa gente. Sceglierei i figli di nessuno che si sono affermati fuori dalla Calabria. I figli degli operai, dei contadini, dei camionisti”.
È il suggerimento che Nicola Gratteri, procuratore aggiunto a Reggio Calabria, dà, ai microfoni di Loredana Di Cesare e Mauro Episcopo de Ilfattoquotidiano.it, al neo Governatore calabrese del Pd Mario Oliverio.
Secondo Gratteri questo dovrebbe essere, dunque, il criterio di selezione della nuova classe dirigente.
“Abbiamo bisogno di una rivoluzione dei figli di nessuno – precisa ancora il procuratore -, emigrati dalla Calabria perché per loro non c’erano opportunità”. “Il problema – aggiunge il magistrato antimafia, intervenuto a Roma con Paolo Flores d’Arcais direttore di Micromega al dibattito ‘Un programma per la giustizia’ –, prima ancora della mafia, sono i centri di potere all’interno della pubblica amministrazione dov’è forte la presenza di figli e nipoti di ‘ndranghetisti incensurati che gestiscono la cosa pubblica come cosa propria”.
Quanto alla bassa affluenza alle elezioni regionali, che hanno visto recarsi alle urne 6 persone su 10, Gratteri invita a non abbassare la guardia. “Il forte astensionismo non significa che la mafia non sia andata a votare. Può anche voler dire il contrario. La ‘ndrangheta sul territorio calabrese – sottolinea – controlla massimo il 20 per cento dell’elettorato, ma è compatto e vota per il candidato scelto dal capo mafia”.






