“Contrattazione ferma. Formazione assente. Nuove competenze non pervenute. Personale in calo, privilegi intatti. Promesse del governo su investimenti mai realizzati. Cgil, Cisl e Uil della Funzione pubblica Calabria dicono no, e danno il via alla mobilitazione”. Di seguito nota ricevuta dalle Segreterie Regionali: “Parte da Locri, il 4 ottobre, in piazza dei Martiri, il primo sabato della manifestazione nazionale unitaria “Pubblico6Tu” con le giornate di mobilitazione territoriale dei lavoratori dei servizi pubblici, organizzate dalle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil di tutte le categorie del pubblico impiego a sostegno della vertenza contro il blocco dei contratti nazionali di lavoro e per una vera riforma della pubblica amministrazione. I lavoratori dei servizi pubblici locali e della sanità della cooperazione sociale, dell’igiene ambientale e delle funzioni centrali incontreranno i cittadini nelle principali piazze. Le successive tappe calabresi a Cosenza, sabato 11 in piazza XI settembre, dalle ore 9 alle 13, e, sempre nello stesso giorno, Catanzaro, con un presidio in piazza Prefettura, Vibo Valentia, Crotone e Reggio Calabria. Le giornate di incontro con i cittadini e scambio di materiale informativo, sensibilizzazione sui gravi problemi che pesano su tutti i lavoratori del Pubblico in primis per il blocco della contrattazione nazionale e per i tagli lineari culmineranno nella manifestazione nazionale unitaria Pubblico6Tu del prossimo 8 novembre a Roma. A Locri i lavoratori delle autonomie locali e della sanità incontreranno i cittadini e verrà allestito un gazebo e distribuito materiale informativo sui servizi erogati alla cittadinanza dagli operatori di questi comparti. Cgil, Cisl e Uil Funzione pubblica vogliono informare le lavoratrici, i lavoratori e tutti i cittadini su come stanno proseguendo, nei dettagli, le manovre del governo sul grande comparto del settore pubblico. La manifestazione prevede anche piccole “dimostrazioni” pubbliche, come “Pompieropoli”, dove i vigili del fuoco illustreranno ai cittadini il loro lavoro, mentre in altri stand gli operatori sanitari misureranno la pressione del sangue, e la polizia municipale farà mini dimostrazioni di educazione stradale. E in un documento di 16 pagine che spiega “pubblico6Tu” la Funzione pubblica delle tre sigle sindacali unite “sbugiarda” il governo su diversi punti. Perché, dice “al centro della “rivoluzione del buon senso” promossa e promessa dal governo ci sarebbe dovuto essere “un investimento straordinario nelle pubbliche amministrazioni” per dare al Paese un sistema di servizi pubblici più efficiente, veloce, meno costoso ed equo, rivelatosi un mero catalogo delle buone intenzioni condensato nella legge 114 del 2014. Ma di concreto ci sono i tagli lineari e il blocco della contrattazione”.




