di Stefano Perri – ”In Calabria si deve votare il 26 ottobre”. E’ una scadenza perentoria quella auspicata dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti, giunto nella giornata di ieri a Soverato per sostenere il possibile candidato Pd Gianluca Callipo nell’ambito del convegno ”Il Governo Renzi e il futuro della Calabria”.
Ma nonostante l’uscita chiara e netta del Sottosegretario Lotti, quella del 26 ottobre sembra una scadenza tutt’altro che definita per le elezioni regionali calabresi. Ballano ancora sul piatto almeno tre ipotesi per ricostruire il quadro e ridare la palla ai cittadini per il ritorno alle urne.
LE PRIMARIE ISTITUZIONALI – La prima, quella delle cosiddette primarie istituzionali, convocate per decreto dalla Vicepresidente Antonella Stasi ed andate inizialmente deserte, che da qualche giorno sembrano essere tornate in auge dopo la candidatura del leader del Movimento Diritti Civili Franco Corbelli che proprio nelle prossime ore inizierà la sua campagna elettorale con una visita alla nuova struttura di accoglienza di Padre Fedele Bisceglie ”Il Paradiso dei Poveri”.
Al termine fissato per la presentazione delle candidature, alle 12 di venerdì scorso, erano due le liste presentate: oltre quella di Corbelli ha aderito alle primarie istituzionali anche l’associazione “Amici della Calabria”, con legale rappresentanza del Consigliere regionale Mario Maiolo, che però ha immediatamente fatto presente la sua volontà di ritirare la propria candidatura.
Un’ipotesi, quella delle primarie istituzionali, che però sembra perdere corpo stando alle ultime esternazioni della Vicepresidente Antonella Stasi che ieri, durante uno scambio di cinguettii al vetriolo con il Sindaco di Pizzo e possibile candidato democrat Gianluca Callipo, ha dichiarato che ”i due milioni di euro” da destinare nel bilancio regionale allo svolgimento delle primarie ”intanto bisognerebbe trovarli”.
LE PRIMARIE DI COALIZIONE – Un dubbio che apre la strada quindi alla seconda delle ipotesi in campo: quella delle primarie di coalizione. Il Pd le ha già convocate da tempo, anche se nelle ultime settimane di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Un passaggio importante si è giocato proprio prima del weekend quando al termine di una lunghissima mediazione tra il Segretario regionale dei Democratici Gianluca Callipo, i due potenziali candidati Gianluca Callipo e Mario Oliverio, alla presenza del vicesegretario nazionale Debora Serracchiani. In un documento, firmato congiuntamente dai quattro, si profila l’ipotesi dello svolgimento delle primarie per il 7 o il 14 settembre, mentre per domani è fissata l’assemblea regionale del Pd che dovrà definire gli adempimenti logistici per l’avvio della consultazione elettorale. Scadenze che si accorderebbero all’ipotesi di voto per le elezioni regionale fissate per il 26 ottobre, in contemporanea con la consultazione delle comunali reggine decretata dal Ministro dell’Interno Alfano. ”Il Partito Democratico – si legge nella nota congiunta diffusa al termine della riunione – vuole consegnare alla Calabria un Governo legittimo, immediatamente. Con le primarie faremo scegliere il nostro candidato ai cittadini calabresi”.
Un accordo che alla fine andrebbe ad accontentare il presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio, sostenitore dell’ipotesi delle primarie alle quali ha dichiarato da tempo la sua volontà di partecipazione. Proprio alla luce della mediazione definita il leader dei cuperliani avrebbe ritirato la sua candidatura alle primarie istituzionali e certamente nell’assemblea regionale del Pd, prevista per domani, darà battaglia per difendere il punto acquisito.
IL VOTO IN PRIMAVERA – L’impressione comunque è che ci vorrà ancora tempo prima che si acquisisca per definitivo il dato di un possibile accordo all’interno del Partito Democratico. Dopo lunghi anni di commissariamento la principale forza politica del centrosinistra si trova oggi spaccata quasi esattamente a metà alla vigilia di un appuntamento elettorale sul quale si gioca tutta la sua credibilità dopo anni di travaglio.
A risolvere la situazione, in ultima analisi, potrebbe essere come spesso è avvenuto in passato la dirigenza nazionale del partito che se non si dovesse trovare a breve una quadra potrebbe paracadutare un nome romano in grado di superare l’impasse nella quale il Pd calabrese sembra essersi nuovamente cacciato.
Secondo questa terza ipotesi, con il centrodestra ancora in fase di quadratura del cerchio attorno alla candidatura, ad oggi la più concreta anche se le sorprese sono sempre dietro l’angolo, della ex presidente della Provincia di Catanzaro Wanda Ferro, la data delle regionali potrebbe ulteriormente slittare alla fine del prossimo mese di novembre o in alternativa, addirittura alla prossima primavera, insieme al voto in Emilia Romagna, arrivando praticamente alla scadenza naturale della legislatura.
LE LARGHE INTESE – Una prospettiva sulla quale si sarebbero incontrati nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, entrambi preoccupati dal caos che ancora regna sotto il cielo della politica calabrese, e possibilisti (almeno secondo rumors romani) rispetto all’ipotesi di una legislatura da larghe intese, con un accordo tra Pd e Ncd, che replichi l’assetto della maggioranza parlamentare che sostiene il Governo nazionale.





