“In risposta a quanto affermato dall’On Dalila Nesci, riguardo un mio presunto e non meglio precisato conflitto d’interessi nel poter esprimere un libero pensiero inerente ‘l’affaire’ delle nomine sanitarie regionali, vorrei precisare che la deputata del M5S è stata male informata, poiché, senza timore di smentita, risulto essere socio proprietario di una quota minoritaria, aggiungerei ininfluente, di una sola struttura sanitaria privata”.
Così il Presidente dei consiglieri regionali di Forza Italia On Ennio Morrone.
“Inoltre, non faccio né parte dell’organo che determina le nomine né ho mai interferito su di esse. Dunque, mi ripeto, ho solo espresso un convincimento personale. Opinione sulla vicenda -continua Morrone- che peraltro continuo a mantenere. Nonostante quanto affermato da una nota del dicastero della Salute che ricalca le posizioni dell’Avvocatura distrettuale di Stato. Il parere, seppure rispettabile, di un organismo, non di certo una sentenza della Corte Costituzionale. Questo perché, l’eventuale nomina di commissari, sarebbe stata perfettamente aderente al crisma dell’ordinaria amministrazione in quanto rispondente ai criteri di temporaneità ed amovibilità.
Mi chiederei piuttosto -conclude l’On Morrone- insieme a molti altri calabresi, se stiamo parlando dello stesso ministero che per quattro mesi ha accolto le nomine dell’ex Presidente Scopelliti per poi ritenerle invece irricevibili, che non ha ancora nominato un commissario alla Sanità e che, così facendo, blocca da sei mesi una premialità di quarantasei milioni di euro, vale a dire una risorsa fondamentale per la Regione Calabria”.




