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    Nomine Asp e Ospedali: la sanità calabrese ostaggio di spartizioni e veti incrociati

    di Stefano Perri
    Oggi in Giunta regionale un passaggio decisivo per le nomine di alcune importanti caselle al vertice di Aziende Sanitarie e Ospedali.

    Le nomine sulla sanità sono atti ”urgenti e indifferibili” ? E’ questa la domanda che si pongono i componenti della Giunta regionale che nella riunione convocata per oggi saranno nuovamente chiamati ad esprimersi circa l’opportunità di riorganizzare gli apici del comparto sanitario prima della scadenza della legislatura.

    POSIZIONAMENTI E VETI POLITICI – Sono diverse le poltrone in ballo, a partire dal vertice dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, ma anche di quella di Crotone, di Cosenza e Catanzaro dove potrebbe essere rinnovata anche la Dirigenza dell’Azienda Ospedaliera. E secondo i rumors provenienti da Palazzo Alemanni il quadro generale sembrerebbe essere già delineato secondo aree di influenza che vorrebbero gli ”scopellitiani” egemoni a Reggio e Crotone, i forzisti a Catanzaro e i centristi dell’Udc a Lamezia. Ma secondo i meglio informati il veto principale sulle nomine arriverebbe da Cosenza, precisamente dall’entourage di Tonino Gentile, nuovo Coordinatore regionale del Ncd dopo le dimissioni di Scopelliti, che si è legato al dito la cacciata di Pietro Scarpelli dall’Asp di Cosenza e adesso preme per bloccare i rinnovi e rinviare tutto a dopo le elezioni. Un parere, quest’ultimo, peraltro condiviso anche dalla coordinatrice regionale di Forza Italia Jole Santelli, che probabilmente spera di rimandare le nomine dopo le regionali, con rapporti di forza più favorevoli ai berluscones.

    PARERI TECNICI CONTRASTANTI – Ma al di là dei posizionamenti politici a pesare sono anche i pareri di alcuni organismi tecnici, come l’avvocatura dello Stato e una relazione del Ministero della Salute, che renderebbero illegittimi gli atti di nomina firmati in un regime di prorogatio, come quello che attraversa la Regione Calabria dopo le dimissioni del Governatore Scopelliti. Perfino i subcommissari nominati dal Governo hanno invitato la Giunta a non procedere con le nuove nomine. Dalla loro però gli Assessori che spingono per le nomine hanno il parere tecnico (richiesto dalla Giunta) del costituzionalista Michele Anis, secondo il quale l’Esecutivo regionale avrebbe pieno titolo a proporre i nuovi incarichi nel comparto sanitario. Parere sostenuto anche dal Dirigente Generale del Dipartimento Tutela della Salute Bruno Zito, che ha chiesto un’accelerazione in tal senso per evitare ulteriori disagi alle strutture sanitarie.

    Così dopo la lunga riunione di venerdì, durata diverse ore e conclusasi con un nulla di fatto, la Giunta regionale dovrebbe tornare a riunirsi proprio oggi per rimettere mano alla partita nomine. Gli assessori più vicini all’ex Governatore Scopelliti torneranno alla carica riproponendo l’opportunità di procedere con l’assegnazione degli incarichi. La loro è una vera e propria corsa contro il tempo vista l’ormai imminente scadenza elettorale delle regionali. Una partita parecchio spinosa, quella della sanità, sulla quale la Giunta rischia seriamente di spaccarsi in uno degli ultimi tornanti prima del rettilineo finale.

    IL COMMISSARIO REGIONALE – Ma quello della Giunta sulla sanità calabrese non è l’unico nodo in attesa di essere risolto. A bloccare il comparto sanitario ci si è messo infatti, ormai da diversi mesi a questa parte, anche il Governo nazionale. E’ attesa da tempo infatti la nomina del commissario regionale che vada a sostituire l’ex reggente, ed ex Governatore, Giuseppe Scopelliti. In tanti sollecitato nelle scorse settimane l’urgenza della nuova nomina, necessaria per alcune importanti decisioni organizzative e soprattutto per lo sblocco dei fondi ora nella disponibilità della Regione.

    Anche qui i veti politici sembrano inesorabilmente incrociarsi. Le ipotesi in campo ballano sulla nomina di un parlamentare del Pd, come vorrebbe Renzi, o di un tecnico, come richiesto da Alfano e dai suoi. Ma nel frattempo si continua a rimanere sospesi in un limbo che non consente di assumere alcun impegno concreto lasciando in stallo, peraltro, i 42 milioni di euro accumulati con le tasse nel settore sanitario che potrebbero essere utilizzati anche in altri comparti che hanno sofferto i tagli di questi anni. E cosi tra spartizioni e veti incrociati la sanità calabrese continua a rimanere al palo.