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Regionali: primarie istituzionali deserte, ma si compone il puzzle candidature

7 Luglio 2014
in CALABRIA, In evidenza
Tempo di lettura: 4 minuti
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candidati regionalicandidati regionali

di Stefano Perri – Sono andate deserte le primarie istituzionali indette dalla Regione Calabria. Nessuna candidatura è stata presentata entro il termine stabilito dalla Presidente facente funzioni Antonella Stasi. Un dispositivo, quello delle primarie stabilite per decreto, che da subito aveva fatto discutere soprattutto per la spesa prevista di 600 mila euro. Polemiche di fatto messe a tacere dalla scelta, già evidente durante l’ultima riunione del Consiglio Regionale, di tutti i partiti di non utilizzare il dispositivo istituzionale, lasciando deserto nella giornata di ieri l’Ufficio elettorale regionale coordinato dal dirigente Luigi Bulotta.

Ma i posizionamenti politici nell’ultime settimane in vista dell’ormai prossima scadenza elettorale regionale, da una parte come dall’altra, sono stati tutt’altro che fermi. Leader e gruppi continuano a muoversi alla ricerca spasmodica di una formula che dia un assetto definitivo alle coalizioni per poter avviare la campagna elettorale già in questi mesi estivi.

La situazione sembra essere leggermente più avanti tra le fila del centro sinistra. Il Partito Democratico, uscito dalla stagione congressuale lo scorso mese di gennaio e con il vento in poppa dopo il successo elettorale delle Europee, sembra aver ritrovato una nuova vitalità, insieme con la speranza di ritornare in sella, dopo i 4 anni di governo del centro destra, sullo scranno alto di Palazzo Alemanni. E se da una parte sembra essersi esaurita la spinta emotiva della candidatura, avanzata ormai diversi mesi fa, del Presidente della Provincia Mario Oliverio, dall’altra non ha riscosso, almeno per il momento, il necessario successo l’ipotesi di candidatura del consigliere regionale reggino Demetrio Naccari Carlizzi, renziano della prima ora, vera e propria bandiera della mozione, uscita vincitrice dal congresso nazionale, che sosteneva l’attuale premier alla carica di Segretario. Messo un punto durante l’ultima riunione dell’assemblea regionale, durante la quale è stata fissata la data di svolgimento delle primarie di coalizione, previste per il prossimo 21 settembre, ora i Democratici sono al lavoro per individuare il nome di un candidato condiviso, che possa sparigliare i giochi mettendo d’accordo le due anime del partito. Una strada che potrebbe portare dritto già fino in riva allo Stretto, con l’ipotesi di candidatura proposta all’ex consigliere comunale reggino Massimo Canale, già candidato contro Ernesto Magorno alla carica di Segretario regionale del Pd. Non mancano però le riserve da parte sua, soprattutto considerando l’asse di ferro costruito con Oliverio all’epoca della rincorsa alla Segreteria regionale. Ma se il Presidente della Provincia di Cosenza dovesse esprimere il suo assenso, la strada per la candidatura di Canale alla Presidenza della Regione si farebbe tutta in discesa e forse anche senza passare dalle primarie.

Non meno complessa appare la situazione dall’altra parte del cielo della politica calabrese. Nel centrodestra la formazione politica più attiva è certamente Forza Italia, uscita rinfrancata dall’esito delle elezioni europee e con in mano la carta, non trascurabile, della ”picconata” giocata in casa Ncd dai fratelli Gentile contro l’ex Governatore Scopelliti. Tra i Berluscones non mancano i nomi per la rincorsa a Palazzo Alemanni. Dopo le fughe di Giacomo Mancini, sostenuto da pezzi cosentini del partito e con buoni collegamenti romani, e di Wanda Ferro, forte dell’esperienza amministrativa alla guida della provincia di Catanzaro, la coordinatrice calabrese di Forza Italia Jole Santelli ha lasciato intuire la scorsa settimana l’ipotesi di una candidatura paracadutata da Roma per superare il dualismo tra i territori. In questa direzione si è fatto il nome di Roberto Occhiuto, fratello del Sindaco di Cosenza Mario, subentrato alla Camera dopo che il Segretario Udc Lorenzo Cesa, vittorioso nella lista unitaria per le europee con il Nuovo Centro Destra, ha fatto le valigie per Bruxelles. Ma nella partita si è inserito da poco anche il coordinamento reggino del Partito, che in una nota diramata qualche giorno fa a firma del Vice Coordinatore Regionale Nino Foti e del Coordinatore provinciale Roy Biasi ha provato a mettere tutti in fuori gioco lanciando la candidatura del Presidente della Provincia di Reggio Giuseppe Raffa. Una proposta, quella di Raffa, che secondo i due registi, andrebbe a poggiarsi sul solido risultato ottenuto da Forza italia nella provincia reggina e godrebbe del placet di Berlusconi, che avrebbe dovuto esprimersi in merito durante un incontro, previsto per lo scorso mercoledì, in realtà poi saltato.

A completare il quadro c’è poi il partito dell’ex Governatore Scopelliti, il Nuovo Centro Destra, che però dopo l’autogol alle Europee tenta faticosamente di fare quadrato. A pesare tra gli alfaniani è l’evidente spaccatura tra i cosentini Gentile e il gruppo reggino riunito attorno all’ex Governatore che però, dopo le dichiarazioni ambigue di alcuni maggiorenti provinciali, rischia di andare via via assottigliandosi. In questo senso non è da escludere qualche epilogo clamoroso. Fonti vicine a Scopelliti danno per certa una rinnovata simpatia tra l’ex Governatore e il suo vecchio mentore Gianfranco Fini. L’ex leader di An ha lanciato pochi giorni fa l’iniziativa ”Partecipa, l’Italia che vorresti” dichiarando nel corso di un’assemblea romana di non voler tornare in campo ma di voler allenare una squadra per tornare a vincere. Ed in questo quadro l’amico Peppe, pur acciaccato dalla condanna in primo grado nel processo Fallara ed uscito con le ossa rotte dalla rincorsa alle Europee, rimane pur sempre una punta d’ariete non indifferente, soprattutto per la sua capacità elettorale.

Non rimane a guardare infine il partito di Giorgia Meloni Fratelli d’Italia. Rinfrancato dalla soddisfacente performance elettorale alle europee, la formazione politica comincia a farsi strada nel marasma generale del centrodestra, ripartendo dalla formula vincente della costruzione del partito sui territori. Secondo la Meloni le primarie per la scelta del candidato sono un passaggio ”indispensabile per la costruzione della coalizione di centrodestra”, dichiarandosi pronta a presentare una candidatura ”nella speranza che gli altri facciano altrettanto e che anche nel centrodestra si possa così finalmente celebrare questo momento di partecipazione popolare”.

Tags: Regionali
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