Riceviamo e pubblichiamo da Amedeo Canale – Le Primarie del Centrosinistra sono state certamente un passaggio inedito nella politica cittadina. Diciassettemila votanti potrebbero incidere come un 70% alle consultazioni amministrative. A dimostrarlo è il fatto che molti che in passato si rivolgevano al Centrodestra, hanno voluto esprimersi liberamente nella competizione. Esattamente com’è successo alle ultime Europee!
Non prenderne atto sarebbe un errore! Pacchiano come quello di immaginare la partecipazione di elettori non di stretta osservanza progressista, come un tentativo di dopare il voto. (credo che nessuno di buon senso “inquinerebbe i pozzi” alla luce del giorno).
Indulgere troppo nello scomporre il risultato, sostanzialmente inutile. Perché, da qualche giorno, nell’immaginario collettivo, immotivatamente, si è iniziata a formare l’idea che Falcomatà sia già Sindaco di questa città (…della Città Metropolitana e forse anche Senatore).
E chissà che non accada sul serio…sempre che la vittoria di stretta misura non sia preludio di spaccature interne o foriera di plausibili idee terzopoliste.
Magari sarà un Cattaneo con l’inflessione calabrese e non un Renzi…ma poco importa!
Falcomatà è un candidato giovanissimo che non ha impressionato affatto nei mesi di Consiglio Comunale, nonostante il peso del cognome e la vicinanza ad un cognato dalle oggettive competenze tecniche; un candidato che ha fatto della Mistica e della Mitologia della Primavera di Reggio l’unico spunto per discorsi talvolta onirici e sempre uguali, esclusivamente incentrati su concetti quali: “nei dieci anni passati c’è stato solo malaffare, mafia e corruttele”. Definendo in tal modo il 70% circa della popolazione a cui andrà a chiedere il voto, complice di una suggestiva mega associazione a delinquere; un candidato, comunque, a cui va riconosciuto il diritto di proporsi senza esser giudicato solo per il suo atteggiamento un po’ snob (la vicenda del “portavoce” è una grottesca caduta di stile!) ma per quello che dice, che fa o che farà. Insomma, un ragazzo a cui vanno offerti il rispetto e l’attenzione che egli ancora non ha imparato a dare a chi non è dalla sua parte ed a cui rivolgo, senza alcuna ironia, un sincero buon lavoro.
Ergo, commettere l’errore di non capire che egli rappresenta la spia della possibile fine di un ciclo politico, sarebbe un errore imperdonabile!
Imperdonabile quanto probabile…visti i capolavori politici che il Centrodestra locale ci ha regalato ultimamente.
Ed è proprio il Centrodestra a dover fare una seria riflessione e una severissima autocritica, mettendo per un attimo in cantina tifosi bercianti e cortigiani monocorde.
Esso deve assolutamente ragionare sulla reale utilità di una propaganda martellante da culto della personalità per contrastare un’antitetica e violenta campagna di mistificazione della realtà dei fatti. Deve riflettere sui dati certi degli ultimi consuntivi politici ed amministrativi (locali e regionali) ed avere il coraggio di sovvertire completamente l’idea di Classe Dirigente di cui si è riempita la bocca e dei criteri di selezione della stessa. Deve accettare l’assunto che la politica non può ridursi a passaggi di stampo “mercantile” o ancor peggio virtuali (circoli).
Ha l’obbligo di riconoscere, insomma, anche i propri limiti in termini di coraggio politico e progettuale.
Un esempio su tutti: la questione della Città Metropolitana. A parte le ripetute celebrazioni dell’impresa, in cinque anni, nulla è stato fatto per renderla tangibile. Non si è nemmeno considerata l’idea dirompente di uno scioglimento anticipato della Provincia (Cdx) per poter governare, sotto l’egida di una rinnovata vittoria al Comune, un così complesso progetto politico ed amministrativo. Ci si è limitati a presidiare un terreno che altri areranno, probabilmente senza idee chiare sul come farlo.
E si è lasciato che, nel frattempo, si insozzasse indiscriminatamente un’esperienza amministrativa (di cui non sottaccio alcune ombre!) i cui protagonisti, oggi e per molto tempo ancora, pagano e pagheranno il prezzo salatissimo della scelta di renderla – pur non essendo assolutamente vero! – un tutt’uno con la figura del suo uomo più esposto.
Questo a me non va bene!
Io che quella stagione l’ho vissuta ed interpretata col mio personalissimo e giudicabilissimo stile e di cui mi assumo onori ed oneri, oggi guardo con preoccupazione ai tempi che verranno e registro con altrettanto timore la tendenza al reducismo ed alla mistica del quindicennio intesi come unico rifugio dall’obbligatorietà dell’analisi. Trasposizione cupa di un Centrodestra nazionale ormai in avaria, ma non privo di risorse.
Per questo, dico con forza che serve un prolungato bagno d’umiltà e una riflessione profonda e complessiva – magari all’insegna di qualche tanto sbandierato passo indietro – per comprendere che ci sono macigni precipitati sulla nostra strada, come il Commissariamento per mafia del Comune (evento tanto infondato quanto reale, potutosi concretizzare solo in una fase di massima pochezza qualitativa della maggioranza politica di Cdx) che vanno finalmente affrontati nella giusta maniera.
Tuttavia – aggiungo – per far questo bisogna prendere atto dei nuovi modelli che la società moderna considera, in politica, riconoscibili e credibili! E, prima di ogni altra cosa, avere il coraggio di separare le prospettive politiche del Centrodestra dal personalismo che, per quindici anni, le ha viste imprigionate al percorso di un solo uomo.
L’assenza di dialogo in seno ad esso, nei giorni a venire, sarebbe la certificazione di questi miei timori e, tristemente, rappresenterebbe il congedo prolungato dalla città di una parte politica prevalente nell’animo dei reggini.





