E’ sempre più certa la pista della ‘ndrangheta quella seguita dagli inquirenti che indagano sul rinvenimento, avvenuto lo scorso aprile a San Calombano Certenoli, di un arsenale di armi perfettamente conservate e nascoste in un terreno in uso a un siciliano. Gli inquirenti, secondo quanto appreso, sarebbero risaliti al lotto dei sacchi di caffè nei quali erano conservate le armi e le munizioni. Quei lotti sarebbero stati acquistati in grandi quantità da alcuni bar, ristoranti e alberghi di Lavagna che avrebbero collegamenti con affiliati dei clan calabresi. Proprio da Lavagna era stata rubata una delle armi rinvenute nel terreno. Gli inquirenti avevano da subito seguito la pista della ‘ndrangheta. Le sette pistole, tra le quali un’arma corta con munizionamento parabellum Nato, tutte con la matricola abrasa, un silenziatore e gli oltre 800 proiettili ritrovati erano conservate in modo accurato in modo da potere essere usate in qualsiasi momento. Durante le indagini era emerso che il siciliano che le custodiva aveva avuto molti contatti con esponenti malavitosi di origini calabresi. (ANSA)





