di Claudio Labate – ‘’C’è sempre da imparare. La vita ha sempre qualcosa da regalarci. E ripartire si può sempre’’. Quando Giuseppe Scopelliti pronuncia questa frase siamo già a metà dell’attesa conferenza stampa post elettorale. I tanti aficionados che non hanno voluto mancare all’incontro con la stampa (che, a tratti e inevitabilmente, si trasforma in una sorta di comizio) gli tributano una standing ovation scandendo al ritmo del battito di mani il suo nome. Lui sorride, e incassa l’affetto dei suoi. Evidentemente galvanizzati dalle parole e dall’atteggiamento del loro leader. D’altra parte quello di Scopelliti, non è il canto del cigno dell’uomo politico in declino. Tutt’altro. Scopelliti si presenta nella Sala Levato del Consiglio regionale, in perfetta forma. Si mostra ai suoi più orgoglioso che mai. Ma soprattutto vestendo i panni di un sereno uomo di partito.
Decide di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, ma con toni pacati, ancorché decisi, utilizzando frasi sibilline che fanno intendere che, a quattro giorni dal voto e dal silenzio che si era imposto, ha già presentato il conto nelle sedi opportune.
Lui stesso non nasconde di aver visto il leader in pectore del Nuovo Centro destra. Ed è facile ipotizzare che da Angelino Alfano, Scopelliti, non sia andato a fare una fredda analisi del voto nazionale. Del resto, nel ritagliare all’inquilino del Viminale il ruolo di ‘’unico vero leader’’ del centrodestra, l’ex governatore butta dalla torre alcuni pezzi del partito e soprattutto Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale del partito che, anche se si affretta a chiarire di non aver chiesto a Roma la testa di nessuno, è quello che ‘’deve dare delle spiegazioni’’ nel corso di un’assemblea nazionale che Scopelliti invoca a chiare lettere, anche per accendere i fari su chi all’interno del gruppo dirigente si sente già appagato dal ruolo politico rivestito e magari dalla sua storia personale. E d’altra parte proprio Quagliarello ha chiuso a Reggio la campagna elettorale di Scopelliti che, evidentemente riferendosi ai Gentile compagni del partito regionale chiosa: ‘’Ognuno risponde alla propria coscienza. Quando io non sono stato candidato mi sono speso per gli altri. A 47 anni posso perdere, ma anche tornare a vincere. Altri non so se torneranno a vincere’’.
E, di più, in perfetto stile ‘’uomo di partito’’ traccia la sua personale (o condivisa con Alfano, non è chiaro) visione dell’immediato futuro del Nuovo centro destra, che deve candidarsi a guidare la nuova coalizione che fu capeggiata da Berlusconi preparandosi a lasciare il governo prima che Renzi, forte del consenso ottenuto, prepari la trappola finale invocando elezioni anticipate.
Da parte sua, invece, l’ex Presidente della Regione, fa di tutto per dimostrare che non ha fretta di rientrare sul ring del confronto elettorale. A chi gli chiede quello che tutti i suoi elettori vogliono sapere, e cioè cosa farà adesso, risponde da una parte che ‘’non ci sono elezioni ravvicinate’’ che lo possano vedere protagonista, e dall’altra che punta alla crescita della creatura politica che ha contribuito in prima persona a creare: ‘’Il mio ruolo e la mia presenza non sarà necessariamente nelle istituzioni. Ho 47 anni, quando ne avrò 52 sarò ancora in grado di affrontare una campagna elettorale’’. Scopelliti, insomma, dice di non aver mai pensato alla possibilità che la legge Severino sia considerata incostituzionale dalla Consulta, e rilancia: ‘’Ho fatto politica anche senza avere ruoli. Io posso aspettare perché non faccio politica per avere un ruolo ma perché ci credo, e il partito è una cosa seria’’.
‘’Non abbattersi, si riparte con una politica di avanguardia’’
L’apertura dell’incontro alla Sala Levato, Scopelliti decide di dedicarlo ai suoi sostenitori che l’avevano appena accolto calorosamente. Ricorda il venerdì dell’ultimo comizio in Piazza Duomo, paragonandola a quelle ‘’vuote’’ dei suoi avversari, e parlando di ‘’grande insegnamento’’ da parte di chi è andato ‘’senza un motivo politico’’ ad ascoltare quello che aveva da dire: ‘’Oggi – dice – ha più valore di ieri rivolgere un grazie a tutta quella gente, a cui dico che abbiamo perso solo una partita. Possono gioire i nostri avversari ma noi avremo ancora la fortuna di vedere tante altre fasi della politica di questa città e di questa regione’’. Scopelliti benedice il risultato venuto fuori dalle urne, anche in considerazione del fatto che per il Ncd si trattava della prima occasione per misurarsi elettoralmente. Parla di ‘’grande affermazione’’ quando snocciola i numeri delle preferenze ricevute (42 mila) e aggiunge: ‘’Pensavo di poter prendere almeno 10 mila voti a Reggio, rapportandoli al dato del Pdl’’. Poi passa alla difesa. ‘’Per parlare della mia candidatura si sono scomodate le penne più importanti del Paese in una campagna di aggressione mediatica per una condanna a sei anni per un atto amministrativo. Ma perché nessuno ha detto che il Pd ha candidato quelli che hanno rubato, condannati per peculato’’.
Scopelliti, rivendicando la sua storia politica, rilancia sul futuro puntando ad uno svecchiamento del partito che deve essere capace di ‘’creare un nuovo rapporto con giovani desiderosi di affermarsi’’. Scandisce parole chiave nel suo discorso di approccio. Parla di lavoro, sacrificio, sudore: ‘’Chi pensa sia tutto facile ha sbagliato. Si riparte con una politica di avanguardia’’. E ‘’a chi dice che è finita rispondo con una frase di Tomasi di Lampedusa: Noi fummo leoni, dopo di noi verranno le iene e gli sciacalli. E da quello che noto, non vedo un’eccellente e positiva classe dirigente, che invece è asservita a lobbies e borghesia mafiosa’’
Il voto: ‘’Una straordinaria affermazione’’
Scopelliti si dice ampiamente soddisfatto per il risultato ottenuto del partito. Che in Calabria ha quintuplicato la percentuale riscossa a livello nazionale. ‘’In ben 13 città della provincia di Reggio il Ncd è il primo partito, e in altre 30 è il secondo. Reggio è la prima città d’Italia in termini di voti raccolti, poi Agrigento e di nuovo la provincia di Reggio’’. Come dire, che il proprio dovere il suo territorio l’ha fatto, al contrario di altri che hanno fatto registrare un flop.
Si aspettava qualcosa in più, oltre che a Catanzaro e Cosenza, anche dalla Puglia, dalla Campania e dal Molise, ma per dirla con l’ex governatore ‘’non si può pensare sempre di vincere, è stata una partita bella e affascinante con un partito dato al 7% per prendere due eletti, ma evidentemente c’è stato qualche errore di valutazione’’. In questo senso Scopelliti ripete a più riprese di assumersi tutta la responsabilità del risultato: ‘’Quando si vince, si vince tutti. Quando si perde, perde solo uno. È giusto sia così’’.
Va da sé che l’ex governatore riconosce di avere forse dedicato poco tempo al territorio calabrese ‘’dove – dice – avrei potuto avere un terreno più fertile, ma – aggiunge – c’è stata la presunzione da parte di alcuni che pensavano che avrei potuto vincere da solo’’
Per Scopelliti, sul risultato nazionale ha pesato la polarizzazione del voto su Renzi, Grillo e Berlusconi, ‘’ma – ammette amaramente – non essere stati in grado di eleggere un candidato nella circoscrizione Sud è una responsabilità di cui si devono fare carico i vertici nazionali che devono spiegare ai dirigenti e all’elettorato la contraddittorietà di alcune scelte. Il partito – aggiunge – deve saper valorizzare le risorse che ha al suo interno’’.
L’affermazione di Renzi, invece, viene inquadrato come ‘’un voto di speranza e di fiducia. Soprattutto per gli 80 euro promessi in busta paga’’. Subito dopo però Scopelliti avverte gli avversari: ‘’Questo non è un voto che anticipa le Regionali, li non ci sarà Renzi, magari un parassita messo lì da Renzi si’’.
Riguardo invece la massa di voti raccolti dal collega di partito Piccone che gli ha soffiato la seconda piazza Scopelliti, che non si dice stupito del voto nella citta dei Bruzi, chiarisce di non aver stretto mai alcun accordo con Piccone in Abruzzo: ‘’In Calabria avevo stampato io i fac simile con i nomi di Scopelliti e Piccone, con cui sono anche amico. Lui non c’entra niente. Evidentemente lo stampatore si è dimenticato di mettere il mio nome’’-
Il futuro del partito
Scopelliti è chiaro e notto su un punto. ‘’Non sono affatto pentito di essere entrato nel Ncd’’. La premessa di un discorso più ampio che parte da quella che lo stesso ex governatore definisce ‘’implosione’’ riferendosi a Forza Italia. ‘’Nuovo centro destra è un partito che deve essere in grado di catalizzare tutti gli altri partiti di area. Siamo un partito inclusivo e abbiamo l’unico vero leader del centrodestra. Ciò significa che dobbiamo avere il coraggio di accelerare sul percorso delle riforme, prenderci la leadership del centrodestra e lasciare che il governo vada per la sua strada’’.
Secondo Scopelliti la trappola è dietro l’angolo: ‘’Renzi, da qui a qualche mese, troverà il motivo per rompere l’alleanza. Il nostro obiettivo è quello di sostenere la rinascita del Paese e nel momento giusto ribadire il concetto di bipolarismo. Se qualcuno è innamorato dell’idea di stare al governo va per la sua strada’’.
In tal senso Scopelliti smentisce un personale interessamento per un posto da sottosegretario nel governo, dopo la richiesta avanzata da alcuni esponenti del partito regionale: ‘’Non sono interessato neanche lontanamente. Se avessi voluto non mi sarei candidato. Si è solo detto che manca un sottosegretario calabrese dopo l’abbandono di Gentile. Ma non sarà Scopellliti’’.






