La Calabria con la Puglia, sono le regioni al secondo posto in assoluto (ex equo) per la “povertà educativa” – cioè dove più scarsa e inadeguata è l’offerta di servizi e opportunità educative e formative per bambini e adolescenti, prima solo la Campania e dopo la Sicilia. In queste regioni sono largamente insufficienti gli asili e le scuole a tempo pieno, pochissimi i libri, lo sport, l’arte e perfino internet a occupare il tempo libero, alto e allarmante il tasso di dispersione scolastica. Una deprivazione educativa che si somma alla povertà economica che colpisce più duramente proprio i bambini del Sud e riguarda ormai oltre 1 milione di minori in tutta Italia, mentre 3 milioni e 500 mila sono a rischio di povertà ed esclusione. Sono alcune delle principali evidenze del rapporto “La Lampada di Aladino – L’Indice di Save the Children per misurare le povertà educative e illuminare il futuro dei bambini in Italia”, elaborato per la prima volta da Save the Children, l’Organizzazione che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti, con il contributo di un comitato scientifico5 e reso noto oggi, in contemporanea con il lancio della campagna “Illuminiamo il Futuro”.
Al polo opposto della classifica è il Friuli Venezia Giulia, seguito da Lombardia ed Emilia Romagna, le regioni italiane più “ricche” di servizi e opportunità educative per bambini e adolescenti2. Una “ricchezza” che perde però di smalto al confronto con l’Europa: nessuna regione italiana è in linea con alcuni obiettivi europei quali, per esempio, la copertura degli asili nido che dovrebbe essere del 33% (nella fascia di età 0-2 anni), ma arriva a stento al 26,5% con l’Emilia Romagna, mentre la Calabria, con il 2,5%, dista quasi 31 punti percentuali dal target europeo3. E obiettivo mancato, anche nella maggior parte dello stivale, la riduzione della dispersione scolastica sotto il 10%4 con numeri altissimi in Sicilia (25,8%) ma anche in regioni del Nord come la Valle d’Aosta (19%).
La Campania è in cima alla lista delle regioni italiane per povertà educativa in relazione all’intensità e ampiezza del deficit dell’offerta e disponibilità di servizi/opportunità educative per bambini e adolescenti, documenta il nuovo Indice di Povertà Educativa (IPE) di Save the Children. 11 indicatori su 14 in particolare, sono di segno molto negativo: grave per esempio la penuria dei servizi per la prima infanzia: appena 2,8 bambini su 100 (nella fascia di età 0-2 anni) quelli presi in carico dagli asili pubblici campani; un dato che scende ulteriormente in Calabria (2,5%) e che registra valori bassi anche in Puglia (4,5%), Sicilia (5,3%), Basilicata (7,3%), Abruzzo (9,5%): bene a distanza quindi dall’Emilia Romagna (26,5%) e ancor più dall’obiettivo del 33% stabilito dalla Ue.
Ma la deprivazione educativa non si limita solo alla scuola e riguarda anche gli altri ambiti di vita dei minori: meno di 1/4 i bambini e gli adolescenti in Campania che fa sport continuativamente, il 31,2% in Puglia, il 32% circa in Calabria e Sicilia, a fronte del 61,6% in Valle d’Aosta; appena il 16% dei minori campani ha visitato un monumento nell’ultimo anno, e ancora meno ragazzi in Calabria – il 12% – ha provato l’emozione dell’incontro con il nostro patrimonio storico-monumentale; colpisce che nel paese che primeggia nel mondo per opere d’arte, nessuna regione italiana veda almeno il 50% dei suoi minori visitare un monumento nel corso di un anno (al massimo si arriva al 43,4% della provincia autonoma di Trento mentre il Lazio si ferma al 33,8% e la Toscana al 27,4%).
Scuole che mancano di certificato di agibilità/abitabilità
Sono alcune delle principali evidenze del rapporto “La Lampada di Aladino – L’Indice di Save the Children per misurare le povertà educative e illuminare il futuro dei bambini in Italia”, elaborato per la prima volta da Save the Children, l’Organizzazione che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti, con il contributo di un comitato scientifico5 e reso noto oggi, in contemporanea con il lancio della campagna “Illuminiamo il Futuro”
Bambini che hanno letto libri
La lettura è un’attività essenziale nella formazione educativa del bambino. Leggere un libro è un’opportunità per conoscere, comprendere il mondo e gli altri, sognare. La povertà educativa si manifesta anche nella mancata opportunità di leggere libri, una privazione a sua volta molto spesso condizionata dalla situazione educativa e culturale della famiglia, dall’assenza di libri a casa, e purtroppo non sempre adeguatamente compensata dall’offerta delle biblioteche pubbliche, nel territorio o a scuola, nonché da attività di promozione della lettura. In media in Italia il 52% dei bambini e degli adolescenti tra i 3 e i 17 anni ha letto almeno un libro, a parte quelli scolastici, negli ultimi 12 mesi (un dato che di per sé non significa ancora entrare a tutto
tondo nel novero dei Lettori). Anche in questo caso si rileva una differenza sostanziale tra le regioni del Nord e del Centro dove la lettura riguarda circa 6 o 5 minori su 10, e le regioni meridionali, dove la percentuale di minori che legge libri si ferma ad un terzo, la metà: Calabria (31%), Sicilia (34%), Campania (37), Puglia (38%), Basilicata (40%), Abruzzo (44%).
La Calabria, poi è quinta per la povertà educativa nel contesto scolastico e prima per la povertà educativa nel territorio.
Leggi l’intero report: La Lampada di Aladino rapporto di Save The Children su povertà educativa






