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    Piccone spopola in Calabria (9474) ed elimina Scopelliti. Chi ha ucciso l’uomo ragno?

    di Stefano Perri – Terzo. L’ex Governatore della Calabria non ce l’ha fatta. Per lui neanche l’ipotesi di subentrare nel caso di un’eventuale, immediata o procrastinata, rinuncia del Segretario Nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa. A scalzarlo dalla seconda posizione, relegandolo sul gradino basso del podio, la straordinaria performance del Deputato Filippo Piccone.

    Abruzzese, con alle spalle già due legislature da senatore, Piccone ha ottenuto complessivamente 42.457 preferenze, sopravanzando l’ex Governatore di circa 450 voti, un condominio per intenderci. Una manciata di voti che costa cara a Scopelliti, che adesso avrà poco da battere i pugni sui tavoli romani, chiedendo l’eventuale rinuncia del leader Udc Cesa. A mettere in fuorigioco l’ex Governatore è stato soprattutto il dato dei voti racimolati fuori casa. Mentre Scopelliti in Abruzzo si ferma a 270 preferenze, che tradotto alle Europee equivale a nulla, Piccone in Calabria sbanca davvero. Per lui addirittura 9.474 preferenze che, prese in casa del suo principale concorrente, non sono certo bruscolini. In tanti si saranno chiesti, da dove arrivano?

    E sarebbe interessante capirlo considerando che su queste cifre si è giocata la disfatta di Scopelliti. A ”tradirlo” saranno stati probabilmente i fratelli coltelli dall’interno del suo partito. D’altronde i rumors dei giorni prima il voto lo confermavano. ”Peppe, guardati dai tuoi” si diceva nelle stanze del Nuovo Centro Destra di mezza Calabria.

    Ed oggi i numeri parlano chiaro: Piccone prende 6684 preferenze a Cosenza e 1744 a Catanzaro. Le due città che per quattro anni hanno rappresentato l’asse portante della coalizione di governo alla guida della Regione hanno probabilmente girato le spalle a Scopelliti. Decisiva probabilmente è stata la lotta scatenatasi per la successione della leadership regionale. Cosenza e Catanzaro hanno covato in silenzio e, proprio sulla partita più importante, nel momento in cui Peppe chiedeva più impegno, hanno presentato il conto, salatissimo.

    Se a ciò aggiungiamo la tentazione dei fratelli Occhiuto che per agevolare l’ingresso in Parlamento del fratello minore Roberto, alle scorse politiche primo dei non eletti dietro Cesa, potrebbero aver deciso di votare il leader dell’Udc, il cerchio si chiude attorno all’altare sacrificale sul quale è stato deposto il corpo di Scopelliti. Peppe, osannato per 4 anni quale leader carismatico ed indiscusso del centrodestra in Calabria, è caduto sotto gli spari del fuoco amico. Stavolta è proprio il caso di dirlo: preso a colpi di.. Piccone.