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    Questo commissario della Sanità in Calabria non ci deve stare

    ”Il patto per la Salute” del Ministro Lorenzin che fa tremare la sanità calabrese

    di Stefano Perri – Si chiama ”Patto per la Salute” il nuovo piano di riordino predisposto dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin con l’obiettivo di tagliare i costi e migliorare l’efficienza del comparto sanitario nazionale. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Ministro, il piano finirà sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni i primi giorni di giugno. ”I lavori – ha spiegato il Ministro – hanno avuto un allungamento dovuto al cambio di governo e alle incertezze sul budget finanziario”, ma ormai ”i tempi sono maturi”, ”in questo momento i tecnici del ministero e quelli della conferenza Stato-Regioni lavorano per definire gli aspetti sospesi, pensiamo che saremo in grado di affrontare in modo politico gli aspetti conclusivi entro la metà di giugno”.

    Si tratta dunque ormai di un percorso segnato. Il ”Patto per la Salute” sarà operativo già dai prossimi mesi e prevede una serie di novità che incideranno parecchio anche sul sistema sanitario calabrese.

    VIA I PICCOLI OSPEDALI – Il punto principale è certamente quello della chiusura dei piccoli ospedali. Il piano taglia sostanzialmente tutte le strutture con meno di 60 posti letto, che verranno riconvertire gradualmente in strutture di riabilitazione. Complessivamente sul piano nazionale sono 192 le strutture destinate a chiudere e 2800 i posti letto da trasformare in centri di assistenza. In Calabria il taglio dovrebbe riguardare un totale di 20 strutture, per complessivi 665 posti letto, con una perdita occupazionale di più di 1.300 unità, senza contare la cessazione del relativo indotto. Una situazione paradossale visto che proprio in conseguenza dei tagli previsti nel piano di rientro regionale in questi anni molti molte strutture sono scese sotto la fatidica soglia dei 60 posti letto prevista dal nuovo piano ministeriale e proprio per questo oggi rischiano la chiusura.

    LE STRUTTURE A RISCHIO –  Giusto per fare qualche esempio tra le strutture sanitarie per acuti, disseminate su tutto il territorio regionale, a rischio chiusura sono la Casa di Cura Cascini, la Casa di Cura S. Lucia, Villa del Sole -Cs, La Madonnina, la Casa di Cura S. Luca, il Sacro Cuore, Scarnati srl, Santa Rita, Villa Oliveti, Calabro Dental, Romolo Hospital, Villa Serena, Villa del Sole – Cz, Villa Michelino, Fondazione Campanella, Villa dei Gerani, Villa Elisa, Villa Aurora, Villa S. Anna – Rc e la Casa di Cura Caminiti.

    EFFICIENZA – Altro punto importante è quello delle inefficienze. Complessivamente in Italia saranno chiusi oltre 7 mila posti letto ospitati da strutture il cui servizio viene ritenuto inefficiente dal punto di vista clinico.

    RIMBORSI – Il piano introdotto dal Ministro incide inoltre sul tema delle prestazioni a carico del servizio sanitario nazionale. Nuove linee guida relative alle prestazioni sanitarie più richieste e a maggior rischio di inappropriatezza stabiliranno quando una prestazione sarà rimborsabile o meno.

    LE CASE DELLA SALUTE – Il nuovo piano prevede quanto già disposto ed ampiamente avviato nel piano di rientro sanitario regionale in Calabria. Le ”Case della salute” dovranno garantire assistenza 24 ore su 24 e accertamenti diagnostici semplici in modo da fare da ”filtro” al pronto soccorso. Una sorta di decentramento delle prestazioni per evitare il sovraccarico delle emergenze.

    TICKET SANITARI – Il piano prevede infine un riordino complessivo dei prezzi dei ticket che dovrebbe comportare una sostanziosa riduzione ed una distribuzione più omogenea tra i pazienti. Le esenzioni non saranno infatti più riferite al reddito Irpef ma alla situazione dichiarata nel modello Isee. In questo modo, secondo le intenzioni ministeriali, si eviterebbe di ”premiare” gli evasori si avvantaggerebbero invece le famiglie più numerose, gli anziani e i malati cronici che, però, nel caso di un reddito Isee alto, non godrebbero più dell’esenzione dai ticket.