di Claudio Labate – Le elezioni del 25 maggio prossimo serviranno ad eleggere i 751 deputati al Parlamento europeo, rappresentanti degli oltre 500 milioni di persone che vivono nei 28 Stati membri dell’Unione europea.
Per la prima volta nella storia dell’Unione europea, infatti, il nuovo Parlamento, in base alle novità introdotte con i Trattati di Lisbona, eleggerà chi sarà alla guida della Commissione europea, organo esecutivo dell’UE. In pratica, quindi, il candidato presenterà il suo programma politico al Parlamento e per essere eletto a Presidente della Commissione europea dovrà essere poi ‘approvato’ dalla maggioranza assoluta dei deputati (376 su 751), altrimenti, gli Stati membri dovranno presentare un nuovo candidato.
Le elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia interesseranno un corpo elettorale, sul territorio nazionale, di 49.373.144 elettori, di cui 23.757.151 di sesso maschile e 25.615.993 di sesso femminile.
Le sezioni elettorali complessive saranno 61.594.
Voteranno, inoltre, nelle 574 sezioni elettorali appositamente istituite negli altri Paesi dell’Unione europea 1.398.307 elettori italiani.
Circoscrizione Sud, la scheda è arancione: Ecco come si vota
L’elettore, all’atto della votazione, riceverà un’unica scheda, di colore diverso a seconda della circoscrizione elettorale nelle cui liste è iscritto: grigio per l’Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia) per l’assegnazione di 20 seggi; marrone per l’Italia nord-orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna) per l’assegnazione di 14 seggi; rosso per l’Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio) per l’assegnazione di 14 seggi; arancione per l’Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria) per l’assegnazione di 17 seggi; rosa per l’Italia insulare (Sicilia, Sardegna) per l’assegnazione di 8 seggi.
Il voto di lista si esprime tracciando sulla scheda, con la matita copiativa, un segno sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta.
Ciascun elettore può anche esprimere voti di preferenza.
Il voto di preferenza deve essere espresso esclusivamente per candidati compresi nella lista votata.
È possibile esprimere fino a un massimo di tre voti di preferenza per candidati di una lista. Nel caso di tre preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della terza preferenza.
Un solo voto di preferenza può essere espresso per un candidato delle liste rappresentative delle minoranze di lingua francese della Valle d’Aosta, di lingua tedesca della provincia di Bolzano o di lingua slovena del Friuli Venezia Giulia, che sia collegata ad altra lista presente in tutte le circoscrizioni nazionali.
I voti si esprimono scrivendo, nelle apposite righe tracciate a fianco del contrassegno della lista votata, il nome e cognome o solo il cognome dei candidati preferiti compresi nella lista medesima; in caso di identità di cognome fra più candidati, si deve scrivere sempre il nome e il cognome e, se occorre, la data e il luogo di nascita.
Gli eurocandidati Calabresi
Sono 14 le liste elettorali presentate alla Corte di Appello di Napoli per la circoscrizione Italia Meridionale. E sono 186 in totale i candidati che compongono le liste. Di questi 27 sono calabresi. Con 12 candidati del Cosentino, 7 del Reggino, 5 del Catanzarese, 2 del Vibonese e 1 del Crotonese. Così suddivisi:
Scelta Europea: Schipani Stefania (Catanzaro), Funaro Pietro (Cropani)
NCD – UDC: Gino Trematerra (Cosenza), Giuseppe Scopelliti (Reggio Calabria), Nesci Domenico (Polistena)
Forza Italia: Domenico Arena (Vibo Valentia), Santo Mercuri (Giffone), Maria Tripodi (Melito Porto Salvo)
Fratelli d’Italia: Luca Belmonte (Cosenza), Fausto De Angelis (Vibo Valentia), Maria Adele Bottaro (Crotone) e Giovanni Mirarchi (Catanzaro)
M5S: Laura Ferrara, (Cosenza)
Lega Nord: Marco Cristiano (Sambiase)
Lista Tsipras: Domenico Gattuso (Motta San Giovanni), Tonino Perna (Reggio Calabria)
Verdi europei: Romano Giusy (Rossano), Cuconato Francesco (Cosenza)
Italia dei Valori: Giampiero Caligiuri (Catanzaro), Salvatore Russo (Cassano allo Ionio), Vincenzo Francesco Sacco (Cosenza)
Io cambio – MAIE: Riccelli Maria (Belcastro), Cilidonio Antonio (Cariati)
PD: Pino Arlacchi (Gioia Tauro), Mario Pirillo (Amantea), Saladino Maria (Castrovillari), Mario Maiolo (Cosenza)
Si riparte dall’exploit del M5S alle Politiche 2013
Osservato speciale in questa tornata elettorale sarà sicuramente l’affluenza al voto che ha fatto segnare negli ultimi anni in Calabria un dato sempre negativo, relegando la regione agli ultimissimi posti della speciale classifica.
Vero è che il panorama politico da poco più di un anno è cambiato, frammentandosi in maggior misura nel centrodestra che ha visto dopo l’epilogo del Pdl la rinascita di Forza Italia con l’inossidabile Silvio Berlusconi, e il neo costituito partito Nuovo Centro Destra targato Angelino Alfano.
Il dato di riferimento è quello relativo alle Politiche del febbraio del 2013 per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. In Provincia di Reggio, con riferimento alla Camera, su 437.917 elettori, votarono in 261.440 per una percentuale complessiva del 59,70%. L’allora Popolo della libertà si assestò sul 26,57% dei voti, il Movimento 5 Stelle al 22,46% e il Partito Democratico al 21,72%. Staccato di parecchio, Scelta civica con il 5,55%. Reggio città vide la clamorosa affermazione del M5S con il 28,48%, seguito dal Pdl al 23,40% e dal Pd con il 21,32%. Scelta civica raccolse il 6,15%.
Per quanto riguarda il Senato, su 390.305 elettori, si recò alle urne il 59,24%, pari a 231.205 votanti. Il Pdl si affermò in provincia con il 27,73%, a seguire il Partito democratico con il 21,67% e il Movimento 5 Stelle che arrivò al 19,43%. In questo caso la proiezione in Senato di Scelta civica (allora ”Con Monti per l’Italia’’) si fermò al 6,34%.
A Reggio città il responso fu: Pdl 25,07%; M5S 24,72%; Pd 21,75%; Monti 6,54%.






