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    Consiglio Regionale: martedi l’ultimo atto. E’ spaccatura sulla legge elettorale

    di Stefano Perri – Il percorso sarà quello obbligato già descritto dal Presidente Talarico. La prossima sarà la settimana che segnerà la fine della legislatura regionale. Il prossimo 3 giugno l’assemblea tornerà a riunirsi per quella che con tutta probabilità sarà l’ultima occasione di confronto tra le forze che hanno animato il dibattito politico nelle stanze dell’astronave negli ultimi 4 anni.

    La conferenze dei capigruppo, annunciata da Talarico la scorsa settimana, e tenuta oggi, dopo la bufera delle europee che hanno sancito la sconfitta elettorale del Governatore dimissionario Giuseppe Scopelliti, non ha modificato le carte in tavola.

    All’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio tre punti, più uno.

    LA RIDUZIONE A 30 CONSIGLIERI – Prima di tutto la riforma dello Statuto, che sarà approvata in seconda lettura, sancendo una volta per tutte, dopo un balletto durato quasi un anno, la riduzione dei consiglieri regionali da 50 a 30, così come previsto dalla nuova normativa nazionale. Una riduzione che penalizzerà non poco le piccole forze politiche e che, di fatto, alzerà di molto il quorum per l’accesso al Consiglio.

    LA NUOVA LEGGE ELETTORALE – Subito dopo la riforma della legge elettorale. Su questo punto, a differenza del precedente, il percorso è tutt’altro che definito. La conferenza dei capigruppo di oggi ha ricalcato le differenziazioni già evidenziate durante gli ultimi confronti tra le forze politiche. In particolare il nodo da sciogliere è quello dei collegi. C’è chi, tra le forze di maggioranza, sostiene la costruzione di tre collegi, che ricalcherebbero l’antica divisione geografica calabrese: Cosenza, Reggio Calabria e poi un macro collegio che tornerebbe ad accorpare Catanzaro con i territori di Vibo e Crotone. D’altra parte la minoranza sostiene invece il mantenimento dell’attuale assetto geografico, con i cinque collegi corrispondenti alle attuali cinque province calabresi. In questo caso comunque, vista la riduzione dei seggi da 50 a 30, la rappresentanza dei territorio più piccoli, Vibo e Crotone, risulterebbe parecchio ridimensionata, con due seggi ciascuno. Molto meno probabile invece la terza ipotesi, quella maggiormente sponsorizzata dall’ex Governatore Scopelliti, di un unico macro collegio regionale. Al termine della conferenza dei Capigruppo, la maggioranza si è comunque assunta l’onere di predisporre un testo che, sintesi delle tre posizioni, che sarà portato direttamente in aula. Molto probabile che su questo punto lo scontro sarà acceso, ma alla fine potrebbe finire con una forzatura del centrodestra, non essendo necessaria per questa legge la maggioranza qualificata dei due terzi.

    ASSESTAMENTO DI BILANCIO – Ultimo ma non ultimo punto da affrontare, l’assestamento di bilancio. Anche qui la situazione non è molto definita. Il testo sarà licenziato solo nella giornata di venerdì 30 maggio, consentendo ai Consiglieri di prenderne visione solo poco tempo prima della riunione del Consiglio di martedì. Cosa che potrebbe comportare un allungamento ad oltranza dei lavori del consiglio che potrebbero di fatto essere sospesi e poi ripresi il giorno successivo, mercoledì 4 giugno, per consentire la presentazione degli emendamenti al documento economico. In ballo comunque ci sono alcune tra le questioni economicamente più spinose da affrontare, tra le quali anche il rifinanziamento per il pagamento delle spettanze degli operai forestali.

    LE DIMISSIONI – La legislatura si concluderà infine con la comunicazione sulle dimissioni del Governatore. Non è ancora chiaro se lo stesso Scopelliti sarà presente in aula per un intervento finale prima di mettere fine a questa esperienza di Governo, coincisa, negli ultimi due mesi, con il periodo più nero della sua storia politica. Se così fosse è certo che il Governatore, messo fuori gioco dai suoi stessi alleati dalla rincorsa alle europee, approfitterà dell’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe.