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    Arresto Scajola, indagini Biagi, Zocchi: ”Mi auguro emerga la verità”

    “Ho sempre dato per scontato che il ministro ha ascoltato le mie richieste e secondo me ha fatto quello che doveva fare”. Così l’ex segretario di Claudio Scajola, Luciano Zocchi, a chi gli ha domandato all’uscita dalla procura a Bologna se a suo avviso Scajola abbia colpe nella vicenda della revoca della scorta a Marco Biagi.  “Credo che se è successo quello che è successo non possa esserci una causa diversa da un tilt, un corto circuito”. E’ la risposta di Luciano Zocchi a chi gli ha chiesto, mentre usciva dalla Procura di Bologna dove é stato sentito per circa un’ora e mezza nell’ambito dell’inchiesta sulla mancata scorta al prof. Marco Biagi, se a suo avviso nella vicenda ci siano state omissioni. “Mi auguro che emerga la verità. Lo dobbiamo al professor Biagi e alla sua famiglia e anche allo Stato democratico che ha avuto un vulnus in questo episodio tragico di 12 anni fa”. E’ l’auspicio di Luciano Zocchi, parlando coi cronisti a Bologna. “Ricordiamoci – ha aggiunto l’ex segretario di Claudio Scajola – che Biagi era il terzo collaboratore del ministero del Lavoro che sudava e lavorava. E non dimentichiamoci che qui ci sono di mezzo le Brigate Rosse. Tutto il resto va ai cultori”.   Alla domanda, però, sul perché nel corso dei 12 anni non abbia ritenuto di parlare degli argomenti su cui ora la Procura ha ripreso a indagare, Zocchi si è limitato a dire: “La risposta ci sarà a suo tempo. Solo alla fine si potrà dire. Non è che l’ho tenuta nel cassetto tanto per dormirci sopra. Ora non posso rispondere”. (ANSA)