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    Caso-Gentile, l'Italia s'è desta: intellettuali e direttori di testata ne chiedono la rimozione

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    di Clara Varano – Ferruccio De Bortoli, direttore del “Corriere della Sera”, Mario Calabresi, direttore de “La Stampa”, Ezio Mauro, direttore de “la Repubblica”, Roberto Napoletano,

    direttore de “Il Sole 24 Ore”, Enrico Mentana direttore del “tg La7”, tutti, proprio tutti i direttori delle maggiori testate italiane, nessun escluso, parlano di schiaffo alla libertà di stampa sulla vicenda Gentile, la censura de “L’ora della Calabria” e la sua nomina a sottosegretario di Stato. La notizia, con dovizia di particolari è su “Il Fatto quotidiano” a firma di Marco Lillo. Nell’articolo si riportano le dichiarazioni, i pensieri della stampa “che conta” su Gentile, la vicenda ormai nota, fresca fresca, della nomina del senatore a sottosegretario di Stato, nonostante tutto. “La nomina del sottosegretario Gentile è uno schiaffo a tutto il mondo dei giornali – scrive De Bortoli -, un pessimo segnale per la Calabria e per l’Italia, un comportamento di estrema gravità e di scarso gusto”. “La nomina di Gentile è inopportuna – fa eco Calabresi -. Non avrei mai immaginato che nel 2014, dopo quello che era uscito sui giornali, Gentile potesse entrare nel Governo. L’ideale sarebbe che Gentile facesse un passo indietro”. “Renzi deve pretendere che Ncd ritiri quel personaggio – chiosa Mauro -. Un vero e proprio attacco alla libertà di stampa”. “Vada via – attacca Napoletano -. Il gesto dello stampatore che non fa uscire il giornale sembra un urlo che viene da un altro mondo. Comportamenti di Gentile, gravi, inquietanti e disarmanti”. E infine Mentana: “Mi rifiuto di pensare che Renzi sapesse. Voglio pensare che il caso sia frutto della scarsa presenza sul territorio dei partiti e che non fosse informato”. Già, i partiti. Il Partito Democratico, appena “rinato” in Calabria, dopo anni di commissariamento, con un nuovo segretario, Ernesto Magorno, che aveva parlato di rinnovamento con Renzi al Governo e lui in Calabria. Bella gatta da pelare. Sì, perché Magorno, oltre a dire che la nomina di Gentile “è stata un errore”, solo oggi, dopo il tam tam, sul “personaggio”, descritto in vario modo dalla stampa nazionale, in una nota, ne chiede “la revoca”. Non ha parlato al “suo” presidente del Consiglio prima di Gentile? Dal 19 Febbraio ad oggi, come spiega il direttore Luciano Regolo sempre a “Il Fatto Quotidiano”, “Il Pd è stato silente. Il segretario regionale Ernesto Magorno non si è mai sentito”. Solo dopo la pubblicazione della telefonata (tra lo stampatore Umberto de Rose e l’editore Alfredo Citrigno, ndr), “critica la scelta di Renzi di fare Gentile sottosegretario”, ma senza entrare nel merito. Naturalmente, non fa testo, che Scoeplliti si dica orgoglioso della scelta del suo coordinatore regionale come sottosegretario in barba alle più basilari nozioni costituzionali dei diritti. E a chiudere il cerchio c’è Massimo Gramellini che sulla prima pagina de “La Stampa”, scrive: “Ero rimasto deluso dalla lista dei ministri. Ma mi sbagliavo. Quella lista aveva il suo fascino, se paragonata a quella del sottosegretari […] Però il senatore Tonino Gentile no. Si deve trattare di un refuso. Mai e poi mai il Renzi che conosco farebbe salire a bordo un signore accusato, non più tardi del 19 febbraio scorso, di aver impedito l’uscita di un giornale”. E chiude dicendo: “Dottor Renzi, sia gentile con Gentile e lo accompagni all’uscita”…Ma in fondo diciamo la verità: qualcosa, direbbe qualche ben pensante calabrese “quella vicenda ‘insignificante’ della mancata pubblicazione, ha prodotto! Non dimentichiamo che Gentile avrebbe dovuto essere sottosegretario alla Giustizia! Che vogliono di più? La sua testa?”…