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    Storie di calabresi lontani da casa – Valentina Diara

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    di Damiano Praticò – “Sono cresciuta a Pentimele, al serpentone per l’esattezza. Da quando vivo all’estero, dico sempre di sentirmi come in esilio, costretta a vivere fuori dal mio paese

    per circostanze che vanno al di là delle mie scelte personali: la scarsezza o totale assenza di lavoro e di prospettive”.
    Valentina Diara è una giovane designer ed architetto, nata e cresciuta a Reggio Calabria. Da diversi anni, però, svolge all’estero il suo lavoro. Un mese fa, l’azienda Beta Steel – Gruppo Boschetti (VI) – l’ha incoronata vincitrice, insieme al collega William Di Tommaso, del ‘Premio Beta Steel Srl – Divisione Arredo & Design’ (vedi foto), incentrato sul tema dell’arredo per ufficio. Il titolo del concorso, infatti, era ‘L’ufficio che vorrei’ e la giovane reggina si è piazzata al primo posto grazie al progetto “Float”. “William ed io” – ci ha detto – “abbiamo realizzato il progetto Float, una cassettiera abbinata a libreria. Prerogativa richiesta dalla Beta Steel era che si trattasse di oggetti realizzati in metallo, con la possibilità di aggiungere eventualmente pannelli di legno. Il nostro progetto é interamente realizzato in metallo, diverso a seconda della funzione da svolgere; inoltre, è stato il primo progetto elaborato insieme a William: possiamo ritenerci, quindi, più che soddisfatti”. Il premio, di portata nazionale, era rivolto a giovani architetti italiani e professionisti del design.
    Strill.it ha parlato un po’ con Valentina per conoscere la sua storia di reggina lontana da casa. “Mi sono diplomata al Liceo Classico ‘T.Campanella’ nel 2001 e mi sono trasferita a Roma dove, mantenendomi gli studi, ho conseguito due Lauree: la prima in “Marketing e Pubblicità” alla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’università ‘La Sapienza’ nel 2006; nel 2010, poi, ho conseguito la seconda laurea in Disegno Industriale alla Facoltà di Architettura dello stesso Ateneo. Qui ho conosciuto il mio amico e collega William Di Tommaso, insieme al quale ho vinto il concorso di Beta Steel”.
    Terminati gli studi, Valentina vola fuori dall’Italia e girovaga un po’. “Mi sono trasferita a Londra, vivendoci un anno. Ho lavorato come designer di mobili con Leonhard Pfeifer per aziende come Heals e John Lewis. Tramite Leon, ho conosciuto il proprietario della fabbrica che si trova a Tallinn, in Estonia, e che produce i suoi mobili. Ho lavorato con lui come Export Manager per il mercato italiano partecipando alla fiera del mobile di Parigi ‘Maison & Object’ e prendendo contatti con clienti come Coin”.
    Dall’inizio del 2012, Valentina vive a Berlino. “Ho fatto un anno di scuola di lingua e, a febbraio di quest’anno, ho iniziato a lavorare per Zalando nel reparto di post-production di fotografia”. Il pallino, però, è rimasto quello del design, impossibile da abbandonare. “Dopo tante difficoltà nel trovare un lavoro retribuito nel campo del design, avevo quasi perso le speranze. Mi sono detta, però, che prima di appendere definitivamente il compasso al chiodo, avrei potuto tentare di contattare alcuni colleghi universitari e amici interessati a far parte di un gruppo autogestito di design. Avevo in mente di iniziare, in primo luogo, a partecipare ad alcuni concorsi gratuiti, per creare un portfolio e darsi visibilità in Internet. Ho contattato sei amici: tutti hanno aderito. La forza di questo gruppo, nato all’inizio del 2013, risiede – a mio parere – nel fatto che viviamo tutti in città diverse e svolgiamo tutti attività diverse, pur essendo, in primis, designer. Due di noi, Domenico – anche lui di Reggio – e Mike, siciliano di Modica, vivono a Londra. William di Tommaso vive a Roma, mentre Claudio e Danilo frequentano la Facoltà di Eco-Design di Torino. Ognuno di noi riceve input diversi dall’ambiente in cui vive e, sebbene questo richieda un grande sforzo di organizzazione, credo che ciò renda il nostro gruppo molto originale e ancora più forte.
    Oggi Valentina ha 30 anni. Le abbiamo chiesto cosa porta con sé, in giro per il mondo, della sua Reggio. Lati negativi e bei ricordi…come il mare. “Non sopporto il pensiero mafioso e la mentalità tutta italiana secondo la quale se non conosci la gente giusta non farai mai carriera e, per essere qualcuno, devi fregare gli altri, devi essere furbo…altrimenti sei un povero fesso. Questi atteggiamenti mi hanno fatto scappare, ma ogni volta che torno a Reggio, ho un tuffo al cuore: il mare, lo Stretto, il vento, il sole. La nostra terra mi fa venire i brividi. Poi mi accorgo quanto sia fondamentale sentirsi in armonia col posto in cui vivi e quanto il mare contribuisca in maniera fondamentale in tutto questo”.