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    Blitz alla Field, Barile indagato, si cercano atti su gestione economica

    Fondazione_Field

    di Clara Varano – Ore di perquisizioni eseguite contemporaneamente dalla Guardia di Finanza nelle 4 sedi della Field, Fondazione innovazione emersione locale disegno del territorio.

    I militari, su disposizione del sostituto procuratore Paolo Petrolo, hanno messo sotto sopra gli uffici della fondazione, 2 a Catanzaro, 1 a Tiriolo ed 1 a Cosenza, alla ricerca di documenti e di riscontri a sostegno della attività investigativa condotta dallo stesso Petrolo.

    Le indagini riguardano un ammanco di 500mila euro sul quale è iniziato un acertamento in seguito all’esposto presentato dal revisore dei conti Maurizio De Filippo. De Filippo, prima di esporre i fatti alla Procura aveva denunciato la situazione al presidente ed ai membri della Giunta Regionale.

    E proprio sulla base della relazione e dell’esposto alla Procura di De Filippo, la Regione Calabria, nel Dicembre 2012 ha sospeso il presidente della Field, Domenico Barile, indagato per peculato. Secondo l’impianto accusatorio, infatti, Barile “nell’esercizio delle sue funzioni – da quanto si evince nel decreto di perquisizione – si appropriava di denaro pubblico per l’ammontare di 500mila euro”.

    La somma sarebbe stata distratta tra il Giugno e il Novembre del 2012, grazie a 20 assegni circolari, con importi differenti e tutti a firma dell’odierno indagato, Barile, nelle scorse settimane è stato sentito da Petrolo, dopo averne fatto richiesta per fornire la propria versione dei fatti.

    Un “buco” nel bilancio che Barile dopo la sospensione si è fatto carico di sanare attraverso delle fideiussioni.

    Oggi, dopo l’interrogatorio, le perquisizioni alla ricerca di carte che dovrebbero completare il quadro accusatorio. La ricerca degli investigatori si è concentrata, proprio sugli assegni di diverso importo firmati da Barile e rintracciati dai finanzieri in diverse banche.

    In questo periodo il fascicolo procedimentale è diventato più voluminoso tenuto conto delle informazioni contenute in una dettagliata informativa che la Guardia di finanza ha depositato in Procura il 13 maggio.

    Le indagini proseguono e potrebbero, dunque, allargarsi, per individuare tutti coloro che hanno effettuato la movimentazione del denaro dal conto corrente.