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    Calabria protagonista nella seconda edizione “Armarcord – La nostra Arma 2”

    Calabria protagonista nella seconda edizione “Armarcord – La nostra Arma 2”, il progetto ideato da Giovanni Silvio Govoni, Luogotenente nel ruolo d’Onore e già Comandante della Stazione Carabinieri di Ventimiglia. Il volume, in edizione fuori commercio, racchiude trentadue racconti di altrettanti militari dell’Arma a riposo, sparsi sul territorio nazionale. Riassunti biografici, testimonianze dirette e indirette, esperienze di vita, piccole e grandi vicende operative si intrecciano nelle diverse narrazioni di abnegazione e spirito di servizio.

    Un vero e proprio Inno all’Arma”, dunque, che attraversa tutto il Paese e si staglia per alcuni momenti in Calabria con i racconti di diversi carabinieri, impegnati in un territorio bellissimo, ma spesso soggiogato dalla criminalità organizzata. Gli scritti consegnano al lettore fotografie nitide del contributo quotidiano e del sacrificio profuso dagli uomini dello Stato contro la ‘ndrangheta e ogni sua deriva violenta e criminale.

    Tra le storie narrate, spicca quella avvenuta il 6 gennaio 1991 a Sant’Onofrio, nel Vibonese, nota come la Strage dell’Epifania. La sanguinaria faida tra le cosche Bonavota e Petrolo, culminata nell’agguato nella centralissima piazza Umberto I° con due morti e 10 feriti, viene raccontata direttamente dal Brigadiere Capo in congedo Agatino Alberio, all’epoca giovane carabiniere protagonista, insieme al collega Silvestro Ruberto, dell’inseguimento e della cattura di uno dei killer. L’arresto in flagranza del reato di strage, circostanza unica in materia di repressione contro le mafie, si rivelerà fondamentale per conseguire nuovi arresti e condanne ai danni dei clan coinvolti, ponendo di fatto fine a quella guerra di ‘ndrangheta.

    Nelle parole del Luogotenente in congedo, Giuseppe Di Maria, l’impegno dei carabinieri contro la criminalità organizzata nel Reggino e il ricordo del giovane Brigadiere Carmine Tripodi, comandante della stazione di San Luca, ucciso in vile agguato mafioso il 6 febbraio 1985, sulla strada provinciale che conduce a Bovalino. Una testimonianza diretta di quella triste vicenda, ma anche della risposta dell’Arma che mise in atto una vasta operazione di perquisizioni domiciliari nei confronti dei pregiudicati della zona, in cui Di Maria ebbe un ruolo di primo piano con importanti rinvenimenti e sequestri.

    Cinque anni più tardi, nel settembre 1990, sempre nella Locride aspromontana, la ‘ndrangheta attaccherà ancora lo Stato e i suoi simboli con l’omicidio del Brigadiere Antonino Marino, comandante della Stazione Carabinieri di Platì (RC). A raccontare “l’atto eversivo” della criminalità organizzata, nelle pagine di “Armarcord”, è il Tenente in congedo Cosimo Sframeli, il quale ripercorre quegli anni con una dettagliata ricostruzione dei fatti; anni caratterizzati dagli affari della droga e dai sequestri di persona.

    Altro capitolo importante è quello descritto dal Maresciallo Maggiore in congedo Nicolò Moschitta, componente del pool investigativo creato dalla Procura di Reggio Calabria sul fenomeno globale delle “navi a perdere” e sui traffici illeciti di scorie radioattive, nel quale si distinse il Capitano Natale De Grazia, Ufficiale della Capitaneria di Porto.

    Sono solo alcuni dei racconti contenuti in “Armarcord”, un volume “che apre – scrive il Generale di Corpo d’Armata nel ruolo d’Onore, Aldo Lisetti, nella prefazione – squarci di memoria su vicende recenti e del passato, che hanno contribuito a mantenere libertà e democrazia nel nostro Paese”.