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    Avvio della fase congressuale per il rinnovo dei vertici della CISL Fp di Reggio Calabria

    Coinvolti circa 1900 iscritti. La stagione congressuale si concluderà l’11 novembre con l’elezione del Segretario Generale.

    Oltre 150 congressi aziendali ai quali parteciperanno circa 1900 lavoratori iscritti alla CISL Funzione Pubblica di Reggio Calabria.

    Sono questi i numeri della stagione congressuale della Cisl FP di Reggio Calabria che si è aperta già dopo il Consiglio Generale del 02 settembre e che si concluderà l’ 11 novembre con il rinnovo di tutti gli Organismi della Federazione per poi eleggere il Segretario Generale.

    Questo appuntamento che coinvolgerà attivamente tanti lavoratori delle Funzioni Locali, della Sanità Pubblica e Privata, del Terzo Settore, delle Funzioni Centrali, afferma il segretario generale Vincenzo Sera – per noi costituisce un indispensabile strumento di democrazia e di partecipazione, perché il valore della rappresentanza deve essere il modello guida per noi sindacalisti.  

    In questi quattro anni dall’ 11 maggio 2017 tante attività sono state messe in campo tanti i risultati raggiunti, una Federazione rinnovata che ha creato diverse iniziative e tanti momenti di aggregazione.

    In questi anni abbiamo cercato di affermare l’identità sindacale e l’autonomia della CISL FP, impegnata quotidianamente per assicurare con passione il valore delle regole e del dialogo, al nostro interno con le Istituzioni e fra le Forze Sociali.

    Abbiamo ereditato un arduo compito, difeso e rafforzato l’autonomia dando autorevolezza alla CISL FUNZIONE PUBBLICA di Reggio Calabria.

    Si è cercato in questi anni di infondere, nei più giovani, appartenenza e partecipazione e continueremo su questa strada.

    Anche in questo lungo periodo emergenziale continua Vincenzo Sera, siamo stati sempre vicini ai lavoratori supportandoli per tutte le loro esigenze, in un momento storico così delicato e difficile come quello che stiamo vivendo, in cui tutto il mondo è coinvolto e sconvolto da un’emergenza sanitaria pandemica, tutti noi ci stringiamo in una riflessione sul senso della vita, su quelle che sono state fino ad ora le nostre abitudini, su quello che è il nostro presente e su che cosa ci aspetterà quando tutto questo sarà finito.

    La situazione è stata molto grave afferma Sera, ma nonostante ciò possiamo provare a vedere il lato positivo e capire ciò che ci lascerà in eredità questa emergenza sanitaria da COVID 19, sicuramente una società completamente diversa.

    La sfida che ci attende post COVID-19 sarà ancora più impegnativa, dobbiamo pensare ad elaborare una nuova idea della Pubblica Amministrazione.

    L’emergenza Covid ha fornito un’occasione importante per accelerare il processo di riforma e digitalizzazione per la Pubblica Amministrazione. I ritardi nelle misure di sostegno attivate dal governo, hanno puntato i riflettori su tutti i limiti di un apparato pubblico ben poco digitalizzato.

    Molti sono gli aspetti limitanti,: le nostre pubbliche amministrazioni sono sempre più vecchie e

    incapaci di attrarre giovani talenti.

    Il Personale necessità di alta formazione e spesso manca una propensione all’innovazione. E soprattutto, la nostra burocrazia è ancora troppo centrata sul rispetto formale dei processi invece che sul raggiungimento di risultati in grado di migliorare la vita quotidiana di cittadini e imprese.

    Questa emergenza ha portato alla ribalta la rinnovata centralità dei servizi pubblici. E così, già ai primi di aprile 2020 hanno visto la luce, con il decreto “Cura Italia”, i primi provvedimenti che hanno riguardato l’organizzazione del lavoro e hanno dato avvio, per la prima volta in gran parte delle amministrazioni pubbliche, al lavoro agile che molti dipendenti ha giudicato un esperienza di successo, molti hanno potuto programmare meglio il lavoro, lavorando in un clima di maggior fiducia e responsabilizzazione. Inoltre, per i dei dipendenti pubblici, l’efficacia lavorativa è migliorata.

    Sulle competenze degli uffici pubblici è ormai chiara la necessità di vera programmazione con una visione strategica di lungo periodo.

    La mancanza di formazione ha scoperto tutte le sue gravi conseguenze in piena pandemia. L’emergenza ha inoltre sollevato non poche riflessioni sulla Sanità, che sconta scarsità di risorse, carenza di personale, ma anche un modello basato su cure ospedaliere e un’inefficiente frammentazione nella governance che impedisce di rispondere in modo omogeneo e tempestivo, oltre che il nostro Territorio paga decenni di Commissariamenti, che hanno aggravato ancora di più la situazione, aumentando la spesa sanitaria contribuendo alla devastazione della sanità territoriale.

    Occorre puntare sul potenziamento della macchina pubblica, superando la difficoltà nel definire, gestire e realizzare gli obiettivi.

    Insomma, la Pubblica Amministrazione, nel suo complesso, ha retto all’emergenza Covid-19 e ha dimostrato capacità di reazione, ma ora deve assumersi la responsabilità di svolgere un ruolo centrale, che richiede meno burocrazia, nuovo personale e una forte trasformazione digitale.

    Grazie a tutti i lavoratori dei diversi settori e comparti dal Pubblico e dal Privato è stato possibile contrastare il fenomeno emergenziale che stiamo attraversando.

    Quindi non bisogna sprecare, vanificare questa grande opportunità di riforme e risorse che ci consentirà senza dubbio un grande sviluppo. Ecco perché sul piano della programmazione, occorre puntare sul potenziamento della macchina pubblica, superando la difficoltà nel definire, gestire e realizzare gli obiettivi, puntare sui dipendenti del settore Pubblico e del Privato a cui dobbiamo fornire assieme Istituzioni e Sindacato gli strumenti adeguati,una visione strategica in grado di andare oltre la ordinarietà.

    L’obiettivo sarà il lavoro e l’inclusione sociale per crescere insieme, immaginare percorsi possibili di cambiamento che consentano ai nostri giovani soprattutto, di rimanere sul nostro territorio senza emigrare.

    Il Segretario Generale

    Vincenzo Sera*