• Home / ARCHIVIO / Notizie archivio / Libera: “Regolarizzazione alloggi ad Arghillà, serve una accellerazione

    Libera: “Regolarizzazione alloggi ad Arghillà, serve una accellerazione

    Libera e il coordinamento di quartiere di Arghillà in una nota congiunta considerano l’incontro svoltosi in Prefettura sulla problematica della regolarizzazione degli alloggi un momento importante, con l’augurio che rappresenti una vera svolta per rilanciare l’attenzione su Arghillà ed in particolare arrivare finalmente alla definizione di una problematica che tocca diritti umani fondamentali come il diritto a vivere in condizioni dignitose, in un ambiente sicuro e salubre, e valori come la legalità, la giustizia sociale e la lotta alle diseguaglianze.

    Esprimono apprezzamento alla sottosegretaria Dalila Nesci ed al Prefetto per avere accolto la richiesta della riattivazione del Tavolo che ha permesso di mettere a fuoco i problemi e gli ostacoli che hanno finora impedito la regolarizzazione e l’assegnazione degli alloggi e la fine del fenomeno dell’abusivismo causato anche da ritardi che in questi anni si sono accumulati . Le richieste del Comitato e di Libera sono state:

    1)Procedere a dare risposta in tempi certi alle 200 domande presentate di regolarizzazione. dotando del personale necessario l’Aterp. Un segnale importante sia per i cittadini che in possesso dei requisiti voluti dalla legge avevano presentato la domanda e attendono da anni una risposta, che per il resto degli occupanti abusivi che potranno a loro volta acquistare fiducia nelle istituzioni ed avviare il percorso di regolarizzazione. Per questo serve del personale da mettere a disposizione dell’Aterp per procedere all’esame delle domande ed accertare ai sensi della legge regionale l’eventuale diritto all’assegnazione. Serve anche un supporto ed un affiancamento anche da parte delle forze dell’ordine, per continuare nell’indispensabile opera di controllo del territorio, a tutela dei cittadini per bene sia nella zona Nord che nella zona Sud, e anche come prevenzione di reati ambientali e devastazione del territorio che provocano degrado e sensazione di abbandono. Per questi motivi sarebbe anche utile in una logica di sicurezza di prossimità attivare il commissariato di Pubblica

    Sicurezza nei locali del Centro Civico di Arghillà Nord, promesso da anni.

    2) programmare in tempi brevi gli interventi di manutenzione straordinaria dei fabbricati verificando quanto previsto nel bilancio dell’Aterp che a dire del referente sarebbero già disponibili. Su questo il coordinamento verificherà d’intesa con Aterp la effettiva disponibilità di queste risorse, valutando anche eventuali interventi governativi per una azione massiccia di risanamento edilizio dei vari comparti, sul sistema idrico e fognario, non ritendo proponibile ad Arghillà, allo stato, l’ipotesi di “risanare” il quartiere utilizzando solo i fondi del cd Superbonus, probabilmente difficilmente applicabile nella zona Nord.

    3) Verificare l’avanzamento dei lavori sul sistema idrico, con l’apertura di un nuovo pozzo di adduzione e i lavori di ammodernamento degli impianti esistenti, lavori che dovrebbero essere in fase di appalto, stante a quanto ha riferito al Tavolo il Sindaco Giuseppe Falcomatà, pur ricordando ai presenti che il complesso impianto che serve Arghillà era stato progettato 40 anni fa per 2.000 residenti e ora sono 6.000.Su proposta del sig. Prefetto si è deciso di convocare un nuovo incontro tra due settimane per una verifica degli impegni assunti e per la stesura di un cronoprogramma degli interventi che le varie istituzioni sono chiamate ad attivare. Al Consiglio regionale, tramite l’assessore regionale Catalfamo, presente al Tavolo, è stato chiesto di prevedere una ulteriore proroga per la presentazione delle domande di regolarizzazione, un iter complesso che ha bisogno di ulteriore tempo per la definizione, per il quale si sta impegnando anche l’ANIA, associazione degli inquilini assegnatari, presente al Tavolo con il presidente Enzo Leotta. Libera ed il coordinamento di quartiere continueranno a tenere accesi i riflettori su questo quartiere per decenni dimenticato dalle istituzioni e dalla politica con i suoi seimila abitanti che per popolazione deve essere considerato di fatto un piccolo comune di media grandezza.