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    Dichiarata nullità sentenza di primo grado a carico di Mamone Giacomo

    Faccio seguito a quanto da voi pubblicato in data 22.06.2016 con riferimento alla cattura di Mamone Giacomo ed al fine di evidenziare quanto segue:

     

    nella circostanza narrata dall’autrice dell’articolo si faceva, giustamente, riferimento allo stato di latitanza del Mamone generato dalla emissione di ordine di carcerazione a seguito di condanna emessa dal Tribunale di Palmi mai impugnata dal Mamone e, pertanto, divenuta, già in sede di Primo Grado, definitiva.

     

    La gravissima accusa riguardava i reati di violenza sessuale, lesioni e ricettazione.

     

    Orbene, a seguito della cattura di cui al narrato del vostro articolo, il Mamone veniva condotto presso la sezione speciale del carcere di Vibo Valentia ove è rimasto in espiazione pena fino al mese di dicembre dello stesso anno ossia, sino alla data in cui, la Suprema Corte di Cassazione,  accogliendo il ricorso di questo difensore, dichiarava la non esecutività della sentenza posta in esecuzione in quanto, il Tribunale, erroneamente aveva ritenuto di applicare la nuova disciplina del “processo in assenza” in luogo delle regole dettate per ”il processo in contumacia” in realtà ancora valide ed applicabili al Mamone.

    Rimesso in libertà, ricevuto avviso dell’estratto contumaciale  della sentenza di  primo grado, il Mamone ha potuto finalmente difendersi proponendo appello avverso la condanna.

     

    Alla data odierna, la Seconda Sezione della Corte di Appello di Reggio Calabria, riservando la decisione in merito alla questione preliminare sollevata dalla difesa, a seguito della camera di consiglio, ha accolto l’eccezione difensiva e dichiarato la NULLITA’ DELLA SENTENZA E DEL GIUDIZIO DI PRIMO GRADO.

     

    Invero, nei motivi di gravame la difesa aveva evidenziato come, il Giudice di Primo grado, in realtà, non avesse rispettato le regole dettate ai fini della verifica della regolarità della costituzione delle parti.

    In buona sostanza, il processo celebrato in primo grado a carico del Mamone non solo è costato allo stesso l’emissione di un ordine di carcerazione illegittimo ma, dato l’odierno accoglimento della questione sollevata dalla difesa,  ha completamento violato ogni diritto di difesa garantito all’imputato non essendoci prova, agli atti di giudizio, che l’imputato abbia mai conosciuto l’esistenza di un processo dibattimentale a suo carico.

    Marina Mandaglio (avvocato)